Napoli, manifestazione per Gaza: 10mila in piazza
Mattinata di forte tensione a Napoli, dove la mobilitazione nazionale indetta dall’Unione Sindacale di Base (USB) per Gaza ha trovato una delle sue espressioni più clamorose. Dopo il presidio in piazza Garibaldi, migliaia di manifestanti hanno fatto irruzione all’interno della Stazione Centrale, occupando i binari e bloccando in parte la circolazione ferroviaria.
Già dalle prime ore della mattina, circa cinquemila persone si erano radunate nella piazza antistante la stazione. Intorno alle 10.30, con l’arrivo di altri gruppi, il corteo si è spostato dentro lo scalo ferroviario. I manifestanti si sono disposti lungo i binari, mostrando bandiere palestinesi e cartelli contro quella che definiscono “il genocidio a Gaza e in Palestina”.
La protesta ha avuto l’obiettivo di richiamare l’attenzione sull’emergenza umanitaria in Medio Oriente, ma anche di collegare la questione internazionale al disagio sociale italiano. Nonostante l’occupazione, secondo quanto riferito, la circolazione dei treni non è stata completamente interrotta, ma ha subito rallentamenti. La manifestazione si inserisce nello sciopero generale nazionale proclamato da USB per oggi, 22 settembre 2025, che coinvolge lavoratori pubblici e privati di diversi settori, compreso quello dei trasporti. Lo stop di 24 ore è stato motivato con un appello diretto:
“È tempo di sciopero generale perché lo sterminio del popolo palestinese è sotto gli occhi di tutti, in diretta streaming, da troppo tempo e non ci sono alibi che tengano. Tutti sappiamo quello che accade. E tutti siamo chiamati a prendere posizione, a essere umani”. Secondo il sindacato, la complicità del Governo italiano – accusato di sostenere economicamente e politicamente Israele – si lega a scelte interne che impoveriscono i cittadini: dai tagli a sanità e scuola al mancato rinnovo dei contratti e al calo del potere d’acquisto dei salari. A rendere ancora più delicata la giornata partenopea, la presenza del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, atteso nel pomeriggio a Bagnoli per una serie di iniziative istituzionali. Nella stessa area, i movimenti hanno già annunciato ulteriori manifestazioni in concomitanza con la visita del Capo dello Stato.
La protesta napoletana per Gaza, con l’occupazione dei binari, vuole lanciare un messaggio chiaro: il conflitto in Medio Oriente non può essere percepito come lontano, ma incide anche sugli equilibri politici ed economici in Italia. Una mobilitazione che intreccia solidarietà internazionale e lotta sociale interna, e che ha trasformato per alcune ore la principale stazione ferroviaria del Sud in un simbolo di resistenza e denuncia.
Già dalle prime ore della mattina, circa cinquemila persone si erano radunate nella piazza antistante la stazione. Intorno alle 10.30, con l’arrivo di altri gruppi, il corteo si è spostato dentro lo scalo ferroviario. I manifestanti si sono disposti lungo i binari, mostrando bandiere palestinesi e cartelli contro quella che definiscono “il genocidio a Gaza e in Palestina”.
La protesta ha avuto l’obiettivo di richiamare l’attenzione sull’emergenza umanitaria in Medio Oriente, ma anche di collegare la questione internazionale al disagio sociale italiano. Nonostante l’occupazione, secondo quanto riferito, la circolazione dei treni non è stata completamente interrotta, ma ha subito rallentamenti. La manifestazione si inserisce nello sciopero generale nazionale proclamato da USB per oggi, 22 settembre 2025, che coinvolge lavoratori pubblici e privati di diversi settori, compreso quello dei trasporti. Lo stop di 24 ore è stato motivato con un appello diretto:
“È tempo di sciopero generale perché lo sterminio del popolo palestinese è sotto gli occhi di tutti, in diretta streaming, da troppo tempo e non ci sono alibi che tengano. Tutti sappiamo quello che accade. E tutti siamo chiamati a prendere posizione, a essere umani”. Secondo il sindacato, la complicità del Governo italiano – accusato di sostenere economicamente e politicamente Israele – si lega a scelte interne che impoveriscono i cittadini: dai tagli a sanità e scuola al mancato rinnovo dei contratti e al calo del potere d’acquisto dei salari. A rendere ancora più delicata la giornata partenopea, la presenza del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, atteso nel pomeriggio a Bagnoli per una serie di iniziative istituzionali. Nella stessa area, i movimenti hanno già annunciato ulteriori manifestazioni in concomitanza con la visita del Capo dello Stato.
La protesta napoletana per Gaza, con l’occupazione dei binari, vuole lanciare un messaggio chiaro: il conflitto in Medio Oriente non può essere percepito come lontano, ma incide anche sugli equilibri politici ed economici in Italia. Una mobilitazione che intreccia solidarietà internazionale e lotta sociale interna, e che ha trasformato per alcune ore la principale stazione ferroviaria del Sud in un simbolo di resistenza e denuncia.

