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Gaza sotto attacco: almeno 60 morti nei raid israeliani, tra cui 22 bambini

Sale a almeno 60 il bilancio delle vittime in seguito ai nuovi raid aerei compiuti da Israele sulla Striscia di Gaza. Tra le aree colpite, il campo profughi di Jabalia e la città meridionale di Khan Yunis. Le operazioni, iniziate nella notte, sono proseguite anche nella mattinata, come riportato da Al Jazeera.

Tra i morti si contano almeno 22 bambini originari di Deir Al Balah, a sud di Gaza. Le immagini e le testimonianze che giungono dalle aree colpite descrivono scenari di devastazione, con edifici ridotti in macerie e famiglie intere sepolte sotto le rovine. Fonti locali riferiscono che oltre 50 persone sono morte a Jabalia, una delle zone più densamente popolate della Striscia. A Khan Yunis nel Sud, gli attacchi hanno provocato la morte di almeno 10 persone. L’IDF (Forze di Difesa Israeliane) ha confermato i bombardamenti, dichiarando di aver colpito “obiettivi militari legati ad Hamas” in risposta al lancio di razzi verso Israele. Nella serata di ieri, l’IDF aveva ordinato l’evacuazione immediata dei civili dal nord di Gaza.

Il massimo rappresentante umanitario delle Nazioni Unite, Tom Fletcher, ha lanciato un appello urgente alla comunità internazionale, denunciando le condizioni “disumane” imposte ai palestinesi da Israele. Ha parlato apertamente del rischio di carestia e ha accusato Tel Aviv di impedire da oltre dieci settimane l’ingresso di aiuti umanitari nella Striscia.

“Vi chiedo di riflettere su cosa diremo alle generazioni future riguardo a ciò che abbiamo fatto per fermare queste atrocità”, ha dichiarato Fletcher. Il suo intervento rappresenta una delle condanne più dure espresse finora da un alto funzionario ONU nei confronti dello Stato israeliano. Nel frattempo, cresce l’attesa per un possibile intervento diplomatico: l’ex presidente americano Donald Trump, attualmente in Qatar, potrebbe presentare un nuovo piano per la risoluzione del conflitto. Tuttavia, osservatori internazionali restano scettici sulla sua efficacia, considerando l’assenza di un cessate il fuoco e il continuo deterioramento della situazione umanitaria. Sempre oggi, si riunirà il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, sebbene il tema principale previsto in agenda sia lo Yemen. La crisi a Gaza, però, potrebbe essere al centro di discussioni urgenti, soprattutto in una giornata simbolica per Israele: il 77° anniversario della sua fondazione.

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