Notizie dall'Italia e dal mondo

Primo Piano

Netanyahu annuncia una nuova escalation a Gaza: “Siamo alla vigilia di un’offensiva intensiva”

Il Primo Ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha annunciato nel pomeriggio di oggi l’imminente avvio di una nuova fase “intensiva” dell’operazione militare israeliana nella Striscia di Gaza, in un videomessaggio diffuso sui social e rilanciato dalla stampa israeliana e internazionale. Nel suo discorso, Netanyahu ha dichiarato che Israele è “alla vigilia” di un’offensiva decisiva contro Hamas, che mira a esercitare una pressione ancora maggiore sul gruppo armato palestinese per favorire una svolta nei negoziati, attualmente in stallo. “È il momento di lanciare le mosse finali”, ha affermato il premier, confermando il dispiegamento imminente di decine di migliaia di soldati e una strategia militare che includerebbe anche l’occupazione prolungata delle aree già conquistate, per impedire il ritorno delle milizie palestinesi.

Nel video, pubblicato mentre migliaia di riservisti ricevevano le notifiche di richiamo, Netanyahu ha insistito sul fatto che l’obiettivo resta “il ritorno a casa di tutti gli ostaggi”, ma ha anche ribadito che Israele “non ha ancora finito” la sua missione. Le operazioni, iniziate il 7 ottobre 2023, hanno già provocato oltre 50.000 vittime secondo fonti palestinesi, e il bilancio è destinato a salire ulteriormente. Tra le misure annunciate, figura anche la deportazione forzata di civili palestinesi verso le regioni meridionali della Striscia, una decisione che ha immediatamente sollevato l’allarme di organizzazioni umanitarie e istituzioni internazionali. La nuova offensiva, secondo fonti del governo israeliano, mira a “liberare completamente” Gaza dalla presenza di Hamas. Le reazioni non si sono fatte attendere. In Israele, l’annuncio ha innescato proteste di piazza: migliaia di manifestanti si sono radunati davanti agli uffici del primo ministro a Gerusalemme, chiedendo la fine delle ostilità e il ritorno immediato degli ostaggi. Secondo il quotidiano *Haaretz*, la polizia è intervenuta per disperdere il sit-in, arrestando almeno una persona. I manifestanti si sono poi diretti verso la Knesset.

Anche la comunità internazionale ha espresso forte preoccupazione. L’Unione Europea, attraverso un portavoce della Commissione, ha dichiarato: “Siamo preoccupati per l’estensione delle operazioni militari israeliane a Gaza, che porteranno inevitabilmente a nuove vittime e sofferenze per la popolazione civile.” Bruxelles ha ribadito la necessità di “esercitare moderazione” e di tornare a un cessate il fuoco, sottolineando che “i negoziati sono l’unica via percorribile”.
Il portavoce dell’UE ha inoltre sollecitato Israele a garantire l’accesso agli aiuti umanitari e il ripristino dei servizi essenziali a Gaza, mentre si attende nei prossimi giorni un potenziale intervento diplomatico dell’ex presidente statunitense Donald Trump, in visita nella regione.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.