Incendio e blackout a Heathrow: aeroporto chiuso, cancellati 1.350 voli
Londra – L’aeroporto di Heathrow, il più grande del Regno Unito, rimarrà chiuso fino alla mezzanotte di oggi, 21 marzo, a causa di un incendio scoppiato in una sottostazione elettrica e di un conseguente blackout che ha paralizzato le operazioni aeroportuali. L’evento ha causato gravi disagi ai passeggeri e un’interruzione di corrente che ha coinvolto migliaia di abitazioni nelle zone circostanti. Secondo i dati di FlightRadar, almeno 1.350 voli sono stati cancellati, di cui 679 in arrivo e 678 in partenza. L’incidente ha provocato ritardi e difficoltà logistiche non solo a Heathrow, ma anche in altri aeroporti del Regno Unito, con ripercussioni che potrebbero protrarsi per tutto il fine settimana.
British Airways, che gestisce uno dei terminal dell’aeroporto, ha invitato i passeggeri a non recarsi allo scalo, in quanto le operazioni rimarranno sospese almeno fino alle 23:59 locali (le 0:59 del 22 marzo in Italia). La compagnia ha consigliato ai viaggiatori di contattare le rispettive compagnie aeree per informazioni sui voli e possibili alternative.
L’incendio, scoppiato nella mattinata presso una sottostazione elettrica nei pressi dell’aeroporto, ha richiesto l’intervento immediato di dieci autopompe e circa 70 vigili del fuoco, impegnati a contenere le fiamme. Le autorità hanno escluso la possibilità di un atto doloso, ma stanno conducendo indagini per determinare le cause dell’incidente. Le ripercussioni del blackout si sono estese anche alle zone circostanti, con almeno 4.900 abitazioni rimaste senza elettricità e centinaia di persone evacuate nell’area di Hayes, a ovest di Londra. Per motivi precauzionali, è stato istituito un cordone di sicurezza di 200 metri, e ai residenti è stato consigliato di tenere porte e finestre chiuse a causa della densa nube di fumo sprigionata dall’incendio.
La chiusura temporanea di Heathrow rappresenta un duro colpo per il traffico aereo globale. Con una media di 1.300 voli giornalieri e un traffico annuo di circa 83,9 milioni di passeggeri nel 2023, l’aeroporto è uno snodo cruciale per i viaggi internazionali. “I nostri tecnici stanno lavorando senza sosta per ripristinare l’energia e consentire la ripresa delle operazioni il prima possibile”, ha dichiarato un portavoce dello scalo. Tuttavia, il ripristino completo potrebbe richiedere più tempo del previsto, con possibili ripercussioni anche nei giorni successivi alla riapertura.
British Airways, che gestisce uno dei terminal dell’aeroporto, ha invitato i passeggeri a non recarsi allo scalo, in quanto le operazioni rimarranno sospese almeno fino alle 23:59 locali (le 0:59 del 22 marzo in Italia). La compagnia ha consigliato ai viaggiatori di contattare le rispettive compagnie aeree per informazioni sui voli e possibili alternative.
L’incendio, scoppiato nella mattinata presso una sottostazione elettrica nei pressi dell’aeroporto, ha richiesto l’intervento immediato di dieci autopompe e circa 70 vigili del fuoco, impegnati a contenere le fiamme. Le autorità hanno escluso la possibilità di un atto doloso, ma stanno conducendo indagini per determinare le cause dell’incidente. Le ripercussioni del blackout si sono estese anche alle zone circostanti, con almeno 4.900 abitazioni rimaste senza elettricità e centinaia di persone evacuate nell’area di Hayes, a ovest di Londra. Per motivi precauzionali, è stato istituito un cordone di sicurezza di 200 metri, e ai residenti è stato consigliato di tenere porte e finestre chiuse a causa della densa nube di fumo sprigionata dall’incendio.
La chiusura temporanea di Heathrow rappresenta un duro colpo per il traffico aereo globale. Con una media di 1.300 voli giornalieri e un traffico annuo di circa 83,9 milioni di passeggeri nel 2023, l’aeroporto è uno snodo cruciale per i viaggi internazionali. “I nostri tecnici stanno lavorando senza sosta per ripristinare l’energia e consentire la ripresa delle operazioni il prima possibile”, ha dichiarato un portavoce dello scalo. Tuttavia, il ripristino completo potrebbe richiedere più tempo del previsto, con possibili ripercussioni anche nei giorni successivi alla riapertura.

