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Cronaca

Scambio politico-mafioso a Poggiomarino: arrestato il sindaco Maurizio Falanga

All’alba di oggi, i carabinieri del Gruppo di Torre Annunziata hanno eseguito un’importante operazione che ha portato all’arresto del sindaco di Poggiomarino, Maurizio Falanga, insieme ad altre due persone. L’ordinanza di custodia cautelare, emessa dal Giudice per le indagini preliminari (Gip) del Tribunale di Napoli su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia (Dda), è legata all’accusa di scambio elettorale politico-mafioso. Falanga, 50 anni, è accusato di aver favorito accordi elettorali con la criminalità organizzata locale in cambio di sostegno politico, ottenendo un ruolo pubblico in cambio di favori illeciti. Tra gli arrestati, oltre a Falanga, vi sono altre due persone coinvolte nello stesso sistema corruttivo.

L’inchiesta, condotta dalla Dda partenopea, evidenzia come l’elezione del sindaco nel 2020 sia stata influenzata da questo scambio di favori. Falanga, eletto con una coalizione che includeva diverse liste civiche – “Rialziamo la Testa”, “Cambiamo Insieme”, “Fare Civico” – sostenuta da Fratelli d’Italia, Forza Italia e Unione di Centro, avrebbe stretto accordi con esponenti della criminalità organizzata per ottenere voti in cambio di promesse legate a vantaggi economici e di gestione del potere locale. Le indagini hanno portato alla luce un sistema in cui i candidati, tra cui lo stesso sindaco, avrebbero garantito alla criminalità organizzata appalti e concessioni pubbliche in cambio di appoggio durante la campagna elettorale. L’aggravante dell’accusa è proprio l’avvenuta elezione di due dei partecipanti a questi accordi illeciti, tra cui Falanga, che ricopre una delle cariche istituzionali più alte nel comune di Poggiomarino.

Secondo quanto emerso, il sistema di corruzione era ben radicato, con legami profondi tra esponenti politici locali e figure della malavita. Le indagini continueranno per accertare se altre persone all’interno della macchina amministrativa locale siano coinvolte nel giro di favori e promesse. Il caso di Poggiomarino rappresenta l’ennesimo segnale della presenza pervasiva delle organizzazioni criminali nelle istituzioni locali, una problematica che da anni affligge alcune zone della Campania. La vicinanza della criminalità organizzata con esponenti della politica locale mina la fiducia dei cittadini nelle istituzioni e indebolisce il sistema democratico.

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