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Tunisia, rivolta per lavoro e carovita: almeno 4 morti e sei feriti

ROMA  – Almeno quattro persone sono state uccise e altre sei sono rimaste gravemente ferite da colpi d’armi da fuoco in scontri avvenuti nella notte tra manifestanti contro l’aumento dei prezzi e forze dell’ordine a Tala, nell’area centro-occidentale della Tunisia. Lo riferisce l’agenzia Afp riportando fonti concordanti. Ieri un ambulante si era dato fuoco a Sidi Bouzid, mentre quattro dimostranti erano rimasti feriti nel corso di scontri con le forze dell’ordine a Rgeb, località a 210 chilometri ad ovest di Tunisi. Secondo Belgacem Sayhi, un sindacalista della scuola, le vittime sono state uccise dalla polizia quando le forze dell’ordine hanno aperto il fuoco sui manifestanti nel centro di Tala, un paese vicino a Kasserine. Le vittime sono Marwan Jomni, 20 anni, Boulaaba Ahmed, 30 anni, Omri Mohamed, 17 anni, e Nouri Boulaaba, 30 anni. Tra i feriti, sei sono in gravissime condizioni e sono stati trasferiti in un ospedale di Kasserine, la capitale della regione dove, in altri scontri, sarebbe stato ucciso un bambino di 12 anni.

Parziale ritorno alla calma in Algeria, attraversata ormai da quattro giorni da violente proteste che hanno fatto numerose vittime. Tre manifestanti sono morti e 400 persone, tra cui 300 agenti, sono rimaste ferite, ha annunciato il ministro dell’Interno, mentre la stampa parla di un quarto decesso e di almeno 700 feriti. Notte tranquilla ad Algeri, anche se alcuni incidenti, riporta El Watan, sono avvenuti ieri pomeriggio e in serata alla periferia est, a Bordj El Kiffan e Ain Taya, dove i manifestanti hanno bloccato le vie principali con barricate. Scontri sono avvenuti in Cabilia, nel capoluogo Tizi Ouzou, nei pressi di Bejaia, Boumerdes e Bouira, ma anche ad Annaba e Tebessa (est). Per la prima volta ieri sera, i giovani sono scesi in strada anche a Bechar e Maghnia, lungo la frontiera con il Marocco.

Oggi giornata decisiva per comprendere se l’annuncio fatto in serata di nuove misure eccezionali adottate dal governo per ridurre i prezzi di olio e zucchero, avrà l’effetto desiderato. Tra le principali disposizioni adottate durante il Consiglio interministeriale di ieri figura «una sospensione ed esonero dei diritti doganali, di tasse e imposte» su olio e zucchero che permetteranno complessivamente di ridurre del 41% i prezzi, ha reso noto un comunicato del primo ministro Ahmed Ouyahia, invitando i produttori e distributori ad applicare con «urgenza gli effetti delle norme sui prezzi». La sospensione di queste imposte sarà in vigore dal 1° gennaio al 31 agosto, precisa la nota, e nello stesso periodo, il governo definirà insieme agli operatori un sistema per «stabilizzare in modo permanente i prezzi di zucchero e olio».

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