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Fli compatto sulla mozione di sfiducia. Compravendita, allarme Pd: “E’ corruzione”

Italo Bocchino

ROMA Potrebbe rivelarsi una giornata decisiva per lo sviluppo della crisi politica la giornata che si è aperta oggi con la riunione dei vertici di Futuro e libertà. Gianfranco Fini ha convocato i vertici del partito e i coordinatori regionali per fare il punto in vista del 14 dicembre. Al termine dell’incontro, al quale hanno partecipato tutti gli esponenti di punta di Fli, il partito ha diramato una nota per puntualizzare che “se Berlusconi non prenderà atto della necessità di aprire, attraverso le sue dimissioni, una nuova fase politica, Fli voterà la sfiducia”. Posizione condivisa anche dalle cosiddette “colombe” come Giuseppe Consolo. Il parlamentare, lasciando la sede di Farefuturo dopo la riunione con Fini, ha spiegato che “c’è una linea unitaria di tutto Fli” malgrado punti di vista diversi. “Nel nostro movimento c’è chi la pensa più in un modo o più in un altro, ma poi saremo compatti”. Quanto a un possibile riavvicinamento con il Pdl, Italo Bocchino ha spiegato che ”al momento non mi sembra ci sia una trattativa in stato avanzato, nelle prossime ore, comunque, potremo dire di più”. Queste, almeno, le parole pronunciate pubblicamente, ma stando alle indiscrezioni trapelate dal vertice, a stroncare l’ipotesi di una trattativa sarebbe stato Fini in persona lamentando la fuga di notizie sull’incontro tra il premier e Bocchino.

La riunione di Futuro e libertà non è però l’unico appuntamento in grado di dare indicazioni sulla sorte del governo. In giornata è prevista infatti anche la conferenza stampa congiunta di Domenico Scilipoti , Massimo Calearo e Bruno Cesario, i tre parlamentari che dopo la comprevendita di voti lanciata da Silvio Berlusconi hanno deciso di confluire in una nuova formazione denominata Movimento di responsabilità nazionale. Un nuovo schieramento che debutta in realtà nella più totale anarchia, anche se probabilmente si tratta di un’anarchia tattica legata proprio agli sviluppi del mercato dei voti. “A oggi io mi asterrò, Scilipoti potrebbe votare la sfiducia e Cesario la fiducia. Per il 14 cercheremo di avere una posizione unica, uguale per tutti, ma intanto speriamo che non si arrivi al 14…”, ha sottolineato senza imbarazzi Calearo. Alla lista delle defezioni dal campo del centrosinistra va poi aggiunto il nome di Antonio Razzi. “La separazione è indispensabile. Dopo 16 anni nell’Idv è venuto meno il rapporto di fiducia, c’era un mio stato di sofferenza atavica nel partito. Voglio tornare in autonomia a essere utile alla gente che rappresento”, ha detto annunciando l’entrata in NoiSud. Razzi ha poi negato quella che ha definito “la storiella del mutuo”, che secondo alcuni critici era stata all’origine dei contatti per favorire un suo passaggio sulle sponde della maggioranza.

Sul tema da registrare da la forte presa di posizione del segretario del Pd Pierluigi Bersani. “Leggo i giornali e mi sorge spontanea una domanda: se ci si rivolge a parlamentari facendo opera di convinzione non solo sotto il profilo politico e culturale, ma anche a quello materiale siamo di fronte a uno scandalo o a un reato di corruzione?”, dice il numero 1 dei democratici. “Questo lo vorrei chiedere ai commentatori e agli esperti – aggiunge – ho sentito voci che mi auguro infondate e che mi preoccupano per la salute della democrazia. C’è un’aria che suscita qualche inquietudine”. Sul tema è intervenuto anche Bocchino.”Non ci occupiamo di calciomercato – ha sottolineato – se anche il governo riuscisse ad avere una maggioranza con acquisizioni dell’ultima ora non sarebbe una soluzione politica”. (Repubblica)

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