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Carfagna:”Prima la fiducia e poi vado via”

Il Ministro Mara Carfagna

ROMA  – “E’ gravissimo che il Ministro Carfagna rivolga a mezzo stampa gratuiti e volgari insulti ad una donna parlamentare. Per questo inqualificabile comportamento, in palese contrasto con le finalità che il Ministero delle Pari Opportunità persegue, dovrebbe immediatamente rassegnare le dimissioni”. E’ quanto afferma in una nota Alessandra Mussolini commentando il passaggio che la riguarda dell’intervista di Mara Carfagna a Il Mattino. “Le sue parole e il suo agire – prosegue l’esponente del Pdl – sono la conferma che non è in grado di ricoprire una così alta carica governativa. Chiederò al Presidente della Camera Gianfranco Fini di adottare ogni iniziativa a tutela della onorabilità e della dignità dei deputati che lui rappresenta. Inoltre, dato che la Carfagna è membro dell’Ufficio di Presidenza del PDL, rappresenterò ai Vertici del Partito la necessità di valutare ai sensi dello Statuto le parole ingiuriose rivolte dal Ministro contro la classe dirigente della Campania”. Mussolini conclude infine con una ‘promessa’: “la Carfagna sappia che alla prima occasione di incontro sarà mia cura replicare ai suoi insulti, guardandola dritta in quei suoi occhioni, che dopo le mie parole, ne sono certa, risulteranno ancora più sbarrati”.

CARFAGNA, VOTO FIDUCIA E LASCIO MINISTERO, PARLAMENTO E PDL
di Yasmin Inangiray

ROMA – Voterà la fiducia al governo il 14 dicembre, ma il giorno dopo rassegnerà le dimissioni da ministro e parlamentare. Mara Carfagna, titolare del dicastero delle Pari Opportunità ha già fissato il timing verso l’addio dall’esecutivo. Dopo una giornata trascorsa in ufficio a rispondere alle diverse chiamate di solidarietà che da ieri raggiungono il suo dicastero, le rassicurazioni di Silvio Berlusconi, gli attestati di solidarietà ricevuti dallo stato maggiore del Pdl ma anche da esponenti dell’opposizione, il ministro decide comunque di andare avanti con le sue decisioni ed annunciare ufficialmente il suo passo indietro.

In un’intervista al Mattino il ministro conferma quanto detto ieri in via ufficiosa: “Non farò mancare la fiducia a Berlusconi. Ma il 15 rassegnerò le dimissioni”. Un addio allo scranno parlamentare ma anche da ministro “visto che il mio contributo è ininfluente”. Una decisione che però, mette in chiaro la stessa Carfagna, nulla ha a che vedere con possibili cambi di casacca: non passerò a Fli precisa nell’intervista. L’idea di lasciare la squadra di governo era stata affrontata anche ieri nel corso della telefonata con il premier. Quasi un’ora di colloquio che dalle prime impressioni aveva fatto sperare in una conclusione positiva della vicenda, tant’é che nel corso della conferenza stampa a Lisbona lo stesso Cavaliere ha di fatto derubricato il problema: “Non mi ha fatto tribolare – mette in chiaro Berlusconi a proposito della Carfagna – è una cosa a cui non annetto particolare difficoltà”. Il Cavaliere ha giusto il tempo di risalire in aereo per fare rientro in Italia che il quotidiano di Napoli diffonde le anticipazioni dell’intervista. Un malumore quello della Carfagna per l’atteggiamento ostile dei vertici del Pdl in Campania che dura ormai da diverso tempo: sono sempre stata molto franca, è il suo ragionamento, è un anno e mezzo che ci sono questi problemi e non sono mai stati affrontati.

Additata da diversi esponenti del Pdl per la sua amicizia con il capogruppo di Fli Italo Bocchino la Carfagna è salita nuovamente sul banco degli imputati per la questione rifiuti che la vede in contrasto lo stato maggiore del partito campano. Il ‘caso’ Carfagna rischia dunque di far traballare il governo ancor prima di arrivare al voto di fiducia del 14 dicembre. Silvio Berlusconi proverà a porre rimedio in un faccia a faccia con il ministro che si terrà – viene fatto trapelare – già la prossima settimana. Faccia a faccia che al momento non sembra nascere sotto i migliori auspici se è vero che non sono bastate le parole con cui, in mattinata, Franco Frattini le aveva espresso la propria solidarietà. Argomentandola: “La sosteniamo in tutto e riteniamo che abbia ragione nel porre questioni che il partito deve risolvere rapidamente” aveva detto il titolare della Farnesina aggiungendo che Berlusconi stesso le aveva riconfermato “stima e fiducia”. Il ministro per le Pari Opportunità, è il ragionamento che fanno diversi esponenti del Pdl, si è fatta portavoce di un malessere diffuso che si avverte per la gestione del partito. Un problema, osservano, su cui il premier deve intervenire al più presto. Plaude alla scelta della Carfagna anche l’opposizione. “E’ un gesto che le fa onore”, dice Paola Concia del Pd. Parole condivise anche dal leader dell’Idv Antonio di Pietro che aggiunge: “Se il motivo di tale scelta è per non mischiare la sua storia con quella di Cosentino e di tanti camorristi dimostrerebbe maturità politica e morale”.

BERLUSCONI, HO NUMERI PER GOVERNARE – Lo scontro tra Silvio Berlusconi e i finiani appare ormai senza ritorno. Dalla Toscana per la prima convention di Fli nella regione Italo Bocchino insiste nelle richiesta di dimissioni del premier. Quasi in contemporanea a Lisbona per il vertice Nato, il Cavaliere non solo ribadisce l’intenzione di andare avanti a governare ottenendo “una buona fiducia” in Parlamento, ma va anche oltre: in caso di elezioni é la convinzione “avremo un’ottima affermazione sia alla Camera che al Senato anche con un’alleanza di vero centrodestra” che a molti fa pensare ad un’intesa tra Pdl e Lega che escluderebbe Fini e Casini. Nessun margine di trattativa sembra dunque possibile, tant’é che l’invito a ‘deporre le armi’ lanciato da Angelino Alfano alla gruppo di Fli cade nel vuoto. Se si rinunciasse a chiedere le dimissioni del Cavaliere, è la proposta fatta dal Guardasigilli, si potrebbe aprire un canale di dialogo sulla modifica della legge elettorale. Un’ipotesi però che non convince gli uomini di Futuro e Libertà: “Sono belle parole, ma solo parole”, replica secco Bocchino che poi rincara la dose puntando il dito contro “la campagna acquisti” in atto dal Pdl che, a detta sempre del capogruppo di Fli ha tentato senza riuscirci di dividere il gruppo di Futuro e Libertà:”Credo che ci abbiano trovato due o tre volte negli ultimi tre mesi è sono sempre usciti sconfitti”. Convinto che l’esecutivo sia ormai al capolinea è anche Benedetto della Vedova: “Questa legislatura è politicamente morta – osserva l’esponente di Fli – ora sta a Berlusconi scegliere la via da seguire”. si parla invece di “Berlusconismo morto” nell’editoriali di Ffwebmegazine, periodico on-line della fondazione presieduta da Gianfranco Fini. A pensare che con Futuro e Libertà la convivenza sia ormai agli sgoccioli sono in molti nel Pdl che indicano nel capogruppo di Fli il ‘deus ex machina’ della decisione di Mara Carfagna di dimettersi. Il ricorso al voto anticipato è una strada possibile anche per Altero Matteoli nel caso in cui, dopo il 14 dicembre, si costituisca “una maggioranza solo per far sopravvivere il governo”. Mordono il freno, invece, Pd e Udc che rilanciano il governo di responsabilità che traghetti il paese verso la soluzione delle emergenze. A far da ‘spalla’ al ‘partito’ del non-voto si è schierata oggi anche la presidente degli industriali, Emma Marcegaglia, che vede le elezioni solo come ‘extrema ratio’ : “Non è compito di Confindustria dire come fare – spiega – ma è sicuramente nostro dovere dire cosa vogliamo: vogliamo un governo che abbia la capacità di governare e fare scelte. Se sarà in grado di farlo, bene, se no bisognerà pensare a qualcosa di diverso”. (Ansa)

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