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Protesta al Museo Madre; il 50% dei dipendenti è in cassa integrazione

NAPOLI (di Laura Adele Fusco) – Continuano le proteste contro i tagli alla cultura previsti dalla manovra finanziaria a partire dal prossimo anno. Il museo Madre sostiene la protesta e Venerdì 12 Novembre ha aperto le proprie porte gratuitamente dalle ore 10 alle ore 19. Sono mesi ormai che il museo Madre si trova in difficoltà a causa di un credito di circa sette milioni di euro nei confronti della regione,ed anche per questo motivo,il museo ha anche dei problemi per quanto riguarda delle bollette arretrate. Almeno il 50 % dei dipendenti del Madre si trova adesso in cassa integrazione,c’è quindi all’interno del museo un clima di forte incertezza che riguarda sia l’acquisizione di nuove risorse umane,sia di produzione di nuovi eventi.

Tra le attività che il museo Madre ha dovuto sospendere vediamo Madrenalina,un evento che si svolgeva tutti i giovedì sera ,consentendo al pubblico non solo di  visitare il museo ,ma anche ballare ed ascoltare musica fino alle ore 02:00 diventando così,un importante punto di riferimento per la movida partenopea,ed un modo di autofinanziarsi e farsi pubblicità per il museo. Si continua però a lottare ed a non arrendersi,in programma è prevista una mostra fotografica autoprodotta,dove gli artisti stessi allestiranno e monteranno le loro opere. Nonostante tutto continuano i corsi di disegno per bambini,e mercoledì 10 novembre presso il museo madre sarà presentato da APOREMA o.n.l.u.s. il progetto “Libellule”.

“Libellule” libera ed estemporanea esposizione-incursione delle azioni-opere di Domenico Antonio Mancini, Mimmo Martorelli ,Daniela Politelli realizzate con gli alunni della Santa Maria di Costantinopoli del 19° Circolo Didattico “V Russo” e dell’Istituto Comprensivo Della Valle,iniziativa voluta da Apotema o.n.l.u.s e svoltasi nel mese di ottobre con un incontro presentazione del percorso tracciato. APOREMA o.n.l.u.s, continuerà a mantenere vivo il dialogo con l’arte,musica e letteratura con gli alunni di varie scuole,attraverso una serie di incontri.Tale progetto,finanziato dalla fondazione del Banco di Napoli per l’assistenza all’infanzia,si avvalerà anche del contributo della Fondazione Donnaregina – Museo Madre.

Entro il 22 Novembre si avrà una risposta dalla Regione,intanto il Museo Madre non si fermerà,e le proteste continueranno.

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