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I Dire Straits ad Isernia: il ritorno della leggenda nell’Auditorium dello scandalo

NAPOLI (di Maurizio Scialdone) – E’ notizia di qualche giorno fa il ritorno in Italia del gruppo leggendario dei Dire Straits. Uno dei gruppi rock che hanno segnato la storia della musica moderna dovrebbe esibirsi il 10 maggio nell’auditorium di Isernia.

Dire StraitsSe l’evento fosse confermato sarebbe davvero sensazionale. L’assessore comunale Cosimo Galasso ovviamente gongola all’idea di essere riuscito nell’impresa, almeno per ora, di ingaggiare la band al completo (parrebbe anche con la presenza anche di Mark Knopfler), versione “Legends”.

Fino ad ora accusata di immobilismo (8 spettacoli nel biennio 2012-2013), l’amministrazione della cittadina molisana risponde per le rime alle critiche di chi riteneva che l’auditorium fosse una delle tante cattedrali nel deserto di una cultura tutta italiota.

Il concerto, è vero, sarebbe un evento all’altezza del costosissimo auditorium costruito ad Isernia (ribattezzato “Cementorium” dai locali), che però già nel 2011 aveva suscitato parecchie perplessità. Il costo lievitò ad oltre 50 milioni di euro, (55 per l’esattezza) in luogo dei 5,5 milioni preventivati… ma a tutto c’è una spiegazione. La sua costruzione rientrava infatti nel circuito dei “grandi eventi” da farsi per le celebrazioni dei 150 anni dell’Unità d’Italia. Talmente grande questo evento, che gli appena 20 mila abitanti della cittadina molisana avrebbero trovato spazio – tutti seduti, bambini e anziani inclusi – in un’opera che contava circa 35 mila posti. Insomma, con la scusa della legge 401/2001, che conferiva alla Protezione Civile potere di ordinanza, non furono rispettate le più elementari regole degli appalti. La legge fu poi fortunatamente abrogata nel marzo 2012. In quel pasticcio furono coinvolti alcuni nomi illustri, a partire dal Responsabile del Procedimento, Fabio de santis, a  Riccardo Miccichè, per finire ai soliti noti travolti dagli scandali della Protezione Civile per le realizzazioni alla Maddalena per il G8.

Riusciranno i Dire Straits ad oscurare per un momento questa odiosa vicenda, al suono delle loro più famose interpretazioni? Riuscirà “Sultans of swing” a far dimenticare per un momento che in quell’Auditorium, chiamato “Unità d’Italia” (e come altro sennò…?) si è consumato l’ennesimo tradimento proprio ai danni di quella cultura per cui sarebbe stato costruito?

I biglietti andranno via come il pane, ma resta un dubbio…Qual’è tra le due la notizia? Che riapre l’auditorium o che arrivano i Dire Straits?

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