La vecchia politica napoletana ed un referendum inutile
NAPOLI (di Maurizio Scialdone) – La politica napoletana chiede un referendum di gradimento sul lavoro del Sindaco. Il 29 agosto il giornalista Arnaldo Capezzuto, sul suo blog del Fatto Quotidiano pubblicava un articolo dal titolo “L’Agosto caldo di de Magistris, il sindaco anomalo”, nel quale, suscitando non poche polemiche, puntava il dito sulle forze politiche della città partenopea le quali non si rassegnano alla perdita di posizioni cruciali nelle stanze dei bottoni. Capezzuto, nei social network e non solo, oltre ad un ampio consenso da parte dei suoi lettori, ha anche accumulato molte critiche per non aver fatto nomi e cognomi di questi presunti insoddisfatti.
La dimostrazione che Capezzuto potrebbe aver colto nel segno invece è proprio l’atteggiamento di una parte della politica napoletana che, a partire dall’ex segretario cittadino di IDV, Enzo Ruggiero, fino ad aprile sostenitore del sindaco, per finire al segretario cittadino PD, Gino Cimmino, ha iniziato la campagna per indire il referendum. Il risveglio cittadino potrebbe essere anche un evento positivo, ma lascia spazio a troppi dubbi. Perchè, intanto, l’IDV Enzo Ruggiero ha avuto un cambio di atteggiamento così repentino? Non c’entra il rimpasto degli assessori avvenuto in giunta nel mese di maggio? In quel periodo il nome di Ruggiero circolava tra le nomine dei nuovi possibili assessori ed a lui fu invece preferito Moxedano.
La seconda domanda è invece rivolta al PD. Perchè solo ora si ricorda, Gino Cimmino, di indire un referendum di gradimento sul Sindaco, se negli ultimi vent’anni (lustro più, lustro meno) la gestione proprio del PD della città ha portato ad un disastro economico con l’ormai arcinoto debito di oltre un miliardo ed ottocento milioni di euro? Possibile che fino ad allora tutto questo era approvato dalla intera cittadinanza? E come mai questo accade proprio ora che gli imprenditori sono di nuvo disponibili ad investire sulla città (vedi Alilauro)?
Ciò che molti cittadini, ed appartenenti alle forze politiche locali hanno dimenticato è che de Magistris fu eletto proprio perchè non aveva partiti alle spalle e perchè doveva essere un elemento di rottura con la vecchia politica. Ed ora invece proprio quella classe politica che i napoletani con quel voto hanno dimostrato di non voler più, sta dando dimostrazione di voler rientrare dalla finestra.
