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Terroni, che simpatia! «Perche terroni è bello!»

NAPOLI (di Luca Delgado) – L’invasione di comici Made in Sud e la nota pratica autolesionista dei meridionali, hanno stabilito, contrariamente a quanto esplicitato dal vocabolario italiano, che la parola “terroni”, tutto sommato, non sia poi tanto dispregiativa. A poco serve una sentenza della Corte di Cassazione che ha riconosciuto in tale termine un’accezione offensiva: «siamo fieri di essere terroni» è ormai una moda, una sorta di nuovo look della celebre Italians do it better, terroni do it much better.

100 terroneLe varianti del termine, quasi vezzeggiative, sono parimenti accettate e mettono il sorriso (amaro) sulle labbra: terroncino, terroncello, terrunciello, basta fare un giro per la rete per scoprire le più simpatiche proposte. È bene allora ricordare a cosa ci si riferisce con tale appellativo: si va dalla crasi di “terra” e “meridione”, dalla quale la parola sembra abbia origine, ad una connotazione di ignorante, cafone, sporco, lurido, maleducato, rozzo, indolente, scansafatiche, volgare, truffaldino, ladro… la lista è davvero lunga, troppo lunga per poterla riproporre in poche righe. Ci si puo vantare di essere tutto ciò?

Immaginiamo se per assurdo, una parola ugualmente discriminatoria, venisse utilizzata per vantarsi della propria natura, come per esempio fieri di essere negri, oppure fieri di essere checche: non funziona, quelle parole si portano dietro troppa ignoranza per poter essere accettate.

Eppure continueremo a vedere in giro simpatici connazionali, con t-shirt 100% terroni, gruppi su FB che raccolgono il terrone Pride, presunti comici che strappano risate pazzesche (?) alla cinquecentesima ripetizione del motto «Perchè terroni è bello». La fiera della stupidità.

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