“Qualcosa su mia madre”, i libro di Lucia Valenzi
Questa pubblicazione è anche un modo per ripercorrere, attraverso la biografia di una donna che ha vissuto in prima persona l’oppressione nazifascista prima e l’impegno politico e sociale poi, in una visione diversa una parte importante della storia soprattutto di Napoli dagli anni ’40 in poi.

All’iniziativa interverranno le giornaliste Titti Marrone, Armida Parisi e Eleonora Puntillo, e le autrici, tra cui Marina Guardati e Rosa Pignanelli. Nel corso dell’incontro sarà proiettato il docufilm di Simona Cappiello “Gli occhi più azzurri. Una storia di popolo” sulle storie dei tanti bambini del Mezzogiorno assistiti contro fame e malattie dalle famiglie contadine del Centro-Nord nel secondo dopoguerra, grazie all’attività dei Comitati per la salvezza dei bambini. Proprio nel Comitato per la salvezza dei bambini di Napoli operò per molto tempo Litza Cittanova.
Dalla quarta di copertina:
“Avevamo accolto Litza con cordiale sufficienza, perché ci era parsa troppo fragile per la realtà napoletana del dopoguerra, ne scoprivamo ora la combattività e la scuola del Partito Comunista Francese” (Gaetano Macchiaroli)
“Litza nella sua apparente vaghezza era una persona di grande qualità e finezza intellettuale” (Clio Napolitano)
