(Video) Benevento Città Spettacolo: in scena L’elisir d’amore al sapor di “Strega”
(Servizio di Daniela Giordano)
BENEVENTO- Riflettori accesi questa settimana sulla manifestazione “Benevento Città Spettacolo”, l’appuntamento culturale del capoluogo sannita che, puntuale ogni anno, si rinnova nel mese di settembre. Giunta alla XXXIII edizione, il Festival è ormai un consolidato punto di riferimento del panorama artistico nazionale, grazie alla messa in scena di numerosi spettacoli teatrali (alcuni dei quali in anteprima), di musica e danza, mostre, convegni e incontri letterari. Il tutto all’interno di scenografie più che suggestive, con i monumenti storici e luoghi simbolo della città a fare da palcoscenico.
La serata inaugurale del 7 settembre, al Teatro Romano, è stata affidata al Conservatorio “Nicola Sala” di Benevento che ha messo in scena l’opera lirica di Gaetano Donizetti “L’elisir d’amore”, su testo di Felice Romani, con la partecipazione di studenti, docenti ed ex-allievi, tecnici e numerose comparse, per un totale di circa 120 maestranze. Direttore d’orchestra Francesco Ivan Ciampa e regia di Emanuele Di Muro che insieme dirigono il progetto “Laboratorio Lirico-Orchestrale”, vantando già importanti produzioni. Per le comparse, in prevalenza bambini, si sono affidati alla collaborazione dell’Accademia “Ademàs”, di Mariangela De Rosa e Antonella Strumolo, che si è rivelato un valore aggiunto fondamentale per la riuscita dell’opera.
Infatti, oltre a registrare il tutto esaurito nella vendita dei biglietti, e una necessaria replica due sere dopo, la serata ha ricevuto forti apprezzamenti del pubblico, a giudicare dai “rumorosi” applausi al termine dei due atti e di ogni singola scena. Efficaci sono state le licenze scelte per l’allestimento scenico: l’utilizzo del Liquore Strega come “elisir” e l’ambientazione negli anni Cinquanta, con gonne a ruota e fantasie a pois a padroneggiare la scena e, una più di tutte, una Bianchina rossa fiammante, l’auto simbolo di quegli anni con cui il medico/venditore ambulante dell’elisir – Dulcamara – entrava in scena in compagnia dei suoi complici, regalando al pubblico attimi di alta comicità. Il momento topico è stato raggiunto quando il tenore Gianluca Bocchino, ex-allievo del Conservatorio avviato alla carriera professionale, ha cantato e bissato a furor di popolo “Una furtiva lagrima”.
Molte polemiche quest’anno hanno infuocato l’avvio della manifestazione per la presentazione (in ritardo) di un cartellone eventi ricco di performer locali e la scarsa presenza di quei grandi nomi del teatro che un tempo rendevano la manifestazione prestigiosa e altisonante, ma a costi elevati e non alla portata di tutti. Le critiche si sono concentrate sulla scarsa qualità che artisti alle prime armi, o “saggi di fine anno” delle scuole, avrebbero attribuito. La riuscita dell’opera donizettiana al Teatro Romano (e la conclamata replica) credo abbia dimostrato il contrario. Probabilmente, in un periodo di crisi come questo, affidarsi a giovani talenti e al fresco contributo della loro passione non faccia altro che bene, dimostrando anzi in molti casi, una qualità superiore di chi è veterano del settore e interessato soprattutto ai lauti cachet. Ben venga allora puntare sul potenziale interno, se di ottima qualità, piuttosto che rassegnarsi a un’inevitabile “uscita di scena” che le scarse finanze, nelle ultime settimane, lasciavano temere.
