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Mostra, un viaggio fotografico a cura di Valerio Giovanni Russo

NAPOLI (di Federica Bertocco) – Prenotate un biglietto con destinazione Sud America e portate con voi una macchina fotografica. Aggiungete un’incontenibile sete di conoscenza e lasciatevi trascinare dall’ardore di visitare aree delle più incontaminate e più preziose. Il risultato? SALQA AYWA. Nessun messaggio esoterico, bensì il richiamo ad un’espressione in lingua quechua, idioma tuttora utilizzato da buona parte della popolazione ecuadoriana e peruviana, che letteralmente viene tradotto in “animali selvatici”. Si tratta di una piccola ma decisamente espressiva mostra di fotografia naturalistica, allestita nella splendida cornice dell’ottocentesco Salone Maggiore del Museo Zoologico dell’Università di Napoli Federico II. Valerio Giovanni Russo, laureato in Scienze Naturali, appassionato di Zoologia e fotografo naturalistico, firma i pannelli espositivi di cui è autore. Tuttavia non l’unico. Difatti, la mostra porta anche il nome di Luca Francesco Russo ed Andrea Senese, rispettivamente fratello ed amico dell’autore ed entrambi studenti di Scienze Naturali appassionati di fotografia. La mostra è articolata in cinque sezioni. Le prime tre raccontano la rigogliosa fauna propria dell’Amazzonia peruviana, delle Ande e delle Galapagos. Le quarta e la quinta vertono, invece, su due specifici temi: il mimetismo criptico e la  conservazione. Proprio quest’ultima sezione vede la collaborazione di Zuzana Matysiova, studentessa dell’Università di Brno in Repubblica Ceca che ha frequentato l’ateneo di Iquitos durante lo stesso periodo dell’autore. La sezione si incentra e da testimonianza del commercio illegale di fauna selvatica del cosiddetto Mercato di Belen. La mostra, inaugurata il 29 febbraio, continuerà fino al 31 maggio nei seguenti orari di apertura: lunedì e giovedì dalle  9 alle 13.30 e dalle 15 alle 17; martedì, mercoledì e venerdì dalle 9 alle 13.30.

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