Madre, la “pluralità di linguaggi” di Cristian Chironi
NAPOLI – La ricerca di Cristian Chironi mira a mettere in relazione una pluralità di livelli: realtà e finzione, memoria e contemporaneità, conflitto e integrazione, materiale e immateriale attraverso una pluralità di linguaggi in cui il corpo in maniera diretta o indiretta è il principale protagonista. Tratto distintivo è la volontà di creare un ponte reale tra immagine e immaginazione. Chironi con Eco interpreta il sentimento di attrazione e di spaesamento dell’uomo verso la maestosità e la potenza della natura. Un atto di contemplazione che svela un’intima volontà di contatto. Quasi una allucinata versione contemporanea del senso del sublime.
Visibile dal basso e dai balconi limitrofi, l’artista, moderno stilobate, siede l’intera giornata sul muretto esterno della terrazza del Museo, all’ultimo piano dell’edificio. Chironi guarda il Vesuvio e indossa abiti borghesi, ha un libro sulle Dolomiti sotto il braccio, e una spiazzante attrezzatura tecnica da scalatore. Alla stregua di un “alpinista metropolitano”, l’artista instaura un rapporto personale ed empatico con il territorio che circonda il museo e la città stessa. Un’azione di lunga durata, al cui culmine Chironi emanerà ad intervalli prestabiliti (11.30 – 13.00 -17.00 – 18.30) un urlo la cui eco, simile a quello che si diffonde nelle valli delle montagne e garantita da un potente impianto sonoro, mira a raggiungere tutta la città e parallelamente le sale interne del Museo,
stabilendo un dialogo immaginario e primordiale con il tessuto urbano circostante, ma anche un ironico ponte ideale tra Sud e Nord dell’Italia, dal Vesuvio alle Dolomiti. ECO è un progetto realizzato in collaborazione con Dolomiti Contemporanee e grazie al supporto del CAI e di Dolomiti Rocce. Si ringraziano inoltre l’Ing. Ugo Brancaccio della b5 s.r.l. e la Fischer Innovative Solutions.
