1 a 1 a Siena, ancora un pareggio
NAPOLI (di Cristina Accardo) – Il 2012 era cominciato sotto una buona stella per il Napoli; vittoria sul Palermo, dopo anni di risultati negativi e passaggio al turno di Coppa Italia. Il momento giusto per riprendere la corsa in campionato, approfittando della sosta Champions, costata cara in alcune occasioni ai partenopei, per la prima volta impegnati in tante gare consecutive in pochi giorni. Calendario favorevole; lontani gli scontri con le squadre del vertice, gli azzurri avevano tutte le carte in regola per superare la prova di maturità e consacrarsi così come squadra di alta classifica, confermando quanto di buono fatto nella scorsa stagione. Ma l’esame non ha avuto l’esito sperato e con il Bologna lunedì e con il Siena dell’ex Calaio, a segno contro la sua ex squadra, il Napoli ha evidenziato tutta la sua debolezza e sofferenza. Vittima di prestazioni sottotono dei suoi gioielli migliori, nelle ultime gare il Napoli ha guadagnato solo 2 punti, mentre le dirette candidate allo scudetto e ad un posto in Champions e Europa League continuano la propria corsa. Contro il Siena un rigore sbagliato, disattenzioni in difesa e poca sostanza a centrocampo; l’unico a dare fiato alla manovra azzurra è Pandev, sostenuto da Lavezzi, rientrato, nel secondo tempo, dopo l’infortunio. E’ forse presto per parlare di crisi, ma di sicuro i troppi sbagli evidenziati nelle ultime gare devono lasciar pensare e riflettere sul brutto momento che sta attraversando la squadra.
Le formazioni – Siena: Pegolo, Pesolo, Terzi, Contini, Vitiello, Bolzoni, D’Agostino (44′ st Angelo), Vergassola, Del Grosso, Brienza (40′ st Parravicini), Calaiò (35′ st Destro).
Napoli: De Sanctis, Campagnaro (25′ st Zuniga), Cannavaro, Aronica, Maggio, Inler (25′ st Dzemaili), Gargano (11′ st Lavezzi), Dossena, Hamsik, Pandev, Cavani.
In campo – Arriva il Napoli a Siena e Sannino, tecnico senese si adegua mandando in campo i suoi con un inedito 3–5-2; Mazzarri schiera la formazione titolare lasciando ancora fuori Lavezzi dal primo minuto, per Pandev. Parte la gara ed è l’agguerrito D’Agostino con una punizione a far tremare De Sanctis; pochi minuti situazione capovolta, Pandev su punizione dal limite, Pegolo blocca. All’11 vola sulla sinistra Dossena che crossa per Cavani, il suo colpo di testa va fuori. Al 23’ la grande occasione: Pandev serve Hamsik che crossa per Cavani, girata di destra in area del Matador e gran parata di Pegolo. Al 25’ gli azzurri continuano a far sentire la propria presenza in area bianconera, su calcio d’angolo di Pandev, Campagnaro stacca, ma Vitello salva. Al 40’ pallonetto di Calaiò, ma la palla è alta; qualche minuto più tardi ancora Calaiò solo davanti a De Sanctis trova la traversa. Alla ripresa va Pandev a cercare Cavani, che tira al volo di destro, ma Pegolo fa gli straordinari. All’11 applausi per il ritorno di Lavezzi in campo. La presenza del Pocho si fa sentire, su combinazione con Hamsik e Pandev, Lavezzi tira a rete, Pegolo c’è. Al 22’ arriva il gol che non ti aspetti, quello dell’ex Calaiò, che segna, su dormita generale della difesa azzurra, ma non esulta, per rispetto dei quattro anni passati a Napoli. Al 31’ Lavezzi da calcio d’angolo, Cavani gira a rete, Pegolo para sulla linea. Al 33’ la possibilità della svolta, Lavezzi sfugge a D’Agostino che lo atterra: è rigore. Sul dischetto va Cavani, ma Pegolo compie un vero miracolo e para. Sopra le righe la sua prestazione oggi. L’errore di Cvani dal dischetto è la dimostrazione evidente della condizione del Napoli; l’unico a dare spinta alla manovra, con Lavezzi, è Pandev, che al 38’ sfiora il gol su azione personale. Rete che arriva al 41’proprio dal macedone che stacca di testa su cross di Dossena; gl da vero centravanti. Nei minuti di recupero Pandev ha anche l’occasione del raddoppio, ma Pegolo fa una parata strepitosa. Finisce così, in pareggio e mercoledì si riscende in campo; al San Paolo arriva l’ Inter per il passaggio in Coppa Italia.
Fuori dal campo – Amareggiato Mazzarri a fine gara, spiega il momento della squadra “Se si guarda la gara devo dire che abbiamo sbagliato tutto davanti alla porta, evidentemente questa annata è sfortunata un pò per questi episodi ma anche per demerito nostro. Il Siena è una squadra forte soprattutto in casa, le abbiamo tentate tutte non ho nulla da ridire ai ragazzi. Purtroppo quando è scritto che deve andare così c’è poco da fare. Nel primo tempo abbiamo fatto un errore e per poco Calaiò non ci puniva, mentre nella ripresa ci ha punito. Ci sta capitando troppo spesso di subire gol su errori difensivi, poi recuperare gare in salita soprattutto fuori casa non è facile. L’anno scorso nel recupero segnavamo mentre ora niente. Abbiamo ragazzi giovani non abituati a lottare per il vertice, si sbagliano occasioni facili perchè c’è tanta pressione su di noi come è giusto che sia visto che il Napoli negli ultimi anni è passato dal penultimo posto ai primi in Europa. Inler? Ha giocato bene come il resto della squadra, ci è mancata solo la vittoria. Non abbiamo mai detto che puntavamo allo scudetto, ho sempre detto che dovevamo crescere senza fretta poi l’anno scorso abbiamo fatto l’eccezionalità delle cose, non può sempre essere così tutti gli anni. Il club è settimo come monte ingaggi e valore di calciatori, ciò deve far capire cosa abbiamo fatto sino ad ora. Rispetto l’anno scorso abbiamo sette punti in meno, non è sempre detto che ogni anno dobbiamo fare le imprese perchè bisogna guardare sempre da dove veniamo. Annata deludente? No, stiamo facendo il nostro in virtù degli investimenti e degli ingaggi. La posizione attuale rispecchia il nostro valore ossia il settimo posto come ho sempre detto. E’ quello che accade sul campo a determinare il valore di una squadra, se abbiamo squadre davanti è perchè loro hanno una rosa con ingaggi elevati. Non è pensabile che si possa tenere un ritmo ottimale per tutto il campionato compresa la Champions”
