Arresto Zagarìa, sequestrati documenti e supporti informatici

NAPOLI (di Bibiana di Francia) – Dalle prime ore di ieri mattina 125 finanzieri del comando provinciale di Napoli, coordinati dalla direzione distrettuale antimafia di Napoli, hanno eseguito 33 perquisizioni nei confronti dei parenti e accoliti del boss Michele Zagaria e di aziende a loro riconducibili. Le operazioni sono in corso tra Casal di Principe, San Cipriano di Aversa, Trentola Ducenta, Casapesenna, Bologna e Sanremo. Sono finalizzate al sequestro di documentazione contabile ed extracontabile nonché di computer e supporti informatici utili a ricostruire l’assetto dell’ “Impero economico” gestito dall’ormai ex “primula rossa” della camorra e dalla sua famiglia. Nel corso delle attività si sta procedendo anche al sequestro di denaro contante e beni di lusso. Perquisizioni anche a casa del padre, Nicola, dei fratelli Carmine e Pasquale (attualmente detenuti) e Antonio. Tra gli oggetti sequestrati una piccola cassaforte nell’abitazione del padre che adesso verrà esaminata e un libretto di pensione.
Zagaria, preso lo scorso 7 dicembre dopo 16 anni di latitanza, è sorvegliato a vista, nell’area riservata del penitenziario di Novara, la stessa dove è stato a lungo recluso Bernardo Provenzano. Nei prossimi giorni agli inquirenti torneranno utili un computer, un i-Pad e un telefono cellulare in possesso di Zagaria, oltre ai documenti ritrovati dalla squadra mobile casertana nel bunker che contengono le persone e le imprese taglieggiate.
