Enzo Gragnaniello presenta Radici

NAPOLI (di Antonella Cozzi) – Ieri sera, al Parco del Poggio, Colli Aminei, nell’ambito della rassegna di “accordi @ DISACCORDI – XII Festival del Cinema all’Aperto” curato da Pietro Pizzimento, l’anteprima nazionale del film documentario Radici, diretto da Carlo Luglio. Un film – questo – di amore puro per le viscere di Napoli, quelle che vengono dalla terra e ci portano al cielo. L’arte è la vera e unica magia, l’unica capace di unire cielo e terra – così Marialuisa Santella definisce questo capolavoro. Radici, infatti è un viaggio musicale con Enzo Gragnaniello nel passato titanico della Napoli delle viscere, della magia e della mitologia che incanta. Incantevoli i luoghi che si susseguono all’interno del racconto, dal Tempio di Nettuno, alla Piscina Mirabilis, dalla Grotta di Seiano, all’Anfiteatro romano, con una fotografia suggestiva curata da Francesca Amitrano e dei dialoghi scarni, perché a parlare è la stessa Napoli, con i suoi panorami che sfiorano il fiabesco. Molti gli artisti che hanno partecipato al documentario come Riccardo Veni, Erasmo Meringa, Ciccio Merolla, James Senese, Ida di Benedetto e tanti altri come Tony Cercola, il Caronte che guida con una ironia suggestiva il viaggio Di Gragnaniello, un viaggio alla ricerca di se stessi, nel quale, alla fine, un ruolo fondamentale sembra avere il dolore, quel dolore sfiancante che permette agli uomini di andare più a fondo di quell’Io perso tra il rumore della città e la superficialità dell’era contemporanea. A presenziare l’evento anche Luigi De Magistris che sottolinea uno dei messaggi che traspare dal film, ovvero, il ruolo fondamentale che ha nella vita di ciascuno la determinazione e la volontà e in anteprima informa il pubblico presente che nelle prossime settimane sarà presentata un’ordinanza comunale che tuteli l’arte di strada, perché la cultura della città non può e non deve perdersi. Durante la presentazione e gli usuali ringraziamenti è lo stesso Carlo Luglio a dare alla gremita platea una notizia in anteprima, la vittoria del 1° premio alla Settimana della Critica, di Venezia di La-bas di Guido Lombardi, che rievoca, romanzandolo, l’episodio di violenza avvenuto a Castel Volturno nel 2008. A chiudere la serata il concerto di Enzo Gragnaniello e i “Sud Express”, che tocca uno dei momenti più altri e commuoventi nel momento dell’ omaggio che lo stesso Gragnaniello, ha voluto fare a due grandi artisti, Mia Martini e Roberto Murolo, dedicando loro, rispettivamente, “Donna”, la prima canzone scritta per Mia Martini e Ccu ‘me. Napoli è un punto nevralgico del mondo, il nostro dovere è sostenerla e riportarla nella sua condizione di città contemplativa, recuperare la sua anima – con queste parole Enzo Gragnaniello chiude una serata suggestiva ed emozionante, non solo per la musica ma per lo spirito che ha ha animato tutta l’iniziativa.
