Gomorra, Paolo Sorrentino dirige il progetto televisivo

NAPOLI – La serie televisiva tratta da Gomorra di Roberto Saviano avrà Paolo Sorrentino come direttore artistico. Il progetto cui stanno lavorando da mesi la Fandango di Domenico Procacci e la Cattleya decolla con il coinvolgimento di uno dei talenti migliori del cinema italiano di cui, dopo il successo del Divo, uscirà il 14 ottobre nelle sale italiane il film che è stato in gara all’ultimo festival di Cannes, This must be the place con Sean Penn protagonista.
“Paolo Sorrentino – dice all’ANSA il produttore Domenico Procacci – è già al lavoro e possiamo annunciare che dirigerà il primo dei sei film indipendenti ma collegati tra loro che andranno a comporre questa serie televisiva”. La destinazione è Sky, ma i dettagli “li stiamo definendo”. Alla preparazione del progetto sta collaborando lo stesso Saviano. Sul set si andrà nel 2012.
“La Fandango aveva acquistato con i diritti di trasposizione cinematografica del romanzo di Saviano (divenuto poi film diretto da Matteo Garrone e premiato con il Grand Prix a Cannes, ndr) – spiega – anche quelli di trasposizione televisiva.
Cattleya, che viene dal successo televisivo di Romanzo Criminale serie tv, stava lavorando ad un progetto con molti punti in contatto con il nostro e così abbiamo riunito le forze, dando ancora più energia”.
L’impostazione, a partire dal coinvolgimento di Paolo Sorrentino, è cinematografica: “La speranza è che ognuno dei sei film abbia un regista diverso”. Dal romanzo di Saviano sono passati più di quattro anni, “ma quella realtà è ancora molto viva e certo non si può dire che il progetto abbia perso di attualità. In questi anni c’è stata grazie al libro e al film di Garrone una grande attenzione ai fatti di camorra e alla situazione di quel territorio e vale la pena proseguire ad accendere i riflettori anche in tv”.
“Come per Romanzo Criminale anche qui c’è la stessa unicità: un libro best seller, un film e poi una serie tv – racconta all’ANSA Riccardo Tozzi, presidente di Cattleya -.
Avevamo cominciato a lavorare su un altro soggetto di Saviano, sempre per una serie lunga, poi l’incontro con Domenico Procacci”.
La produzione sarà tra un anno circa, dopo uno sviluppo di sceneggiatura molto impegnativo, visto che il romanzo nel suo essere affresco di un mondo criminale, inchiesta nell’impero economico e nel sogno di dominio della camorra, è una fonte incredibile di storie sullo sfondo dei luoghi in cui l’autore è cresciuto, Napoli, Casal di Principe, San Cipriano d’Aversa, Mondragone, Giugliano. Il ‘colletto bianco’ che smaltisce i rifiuti tossici del Nord Italia inquinando la Campania, le donne di camorra con i mariti in galera, le violenze tra gli scissionisti, gli adolescenti con il mito del kalashnikov, le ville abusive in stile Hollywood come quella di Schiavone ‘Sandokan’, la malavita cinese emergente: ‘O Sistema’ troverà nell’arco dei 6 film la giusta narrazione. (Repubblica)
