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“Orbita ellittica, le misure mutevoli di Napoli”, la mostra di Ferruccio Orioli

NAPOLI (di Cristina Cipriani) – Ferruccio Orioli nacque a Venezia nel 1940 e laureatosi in architettura da migrante cominciò a lavorare in Basilicata come urbanista, ma nel 1972 cambiò nuovamente città, trasferendosi a Roma, dove continuò ad occuparsi di urbanistica. La svolta ci fu in seguito alla nascita della prima figlia Regina nel 1977, anno in cui venne affascinato dalla tecnica dell’acquarello e iniziò a dipingere schizzi di paesaggi, brevi storie a fumetti, appunti visivi, piccoli quadri.

Quando nel 1994 si spostò a Napoli nei suoi quadri i paesaggi si popolarono di oggetti reali, tra i quali prevalse su tutti il mare. In realtà, è soprattutto il momento in cui la pittura per Orioli non è più un passatempo, ma diventa una professione, perché comincia ad esporre le sue opere. La prima tela della stagione napoletana gli fu ispirata da una delle sue icone principali, il Vesuvio, che dovendo essere rappresentato nella sua grandezza, decise di sperimentare la tecnica di assemblare pannelli dipinti in acquarello di piccola misura l’uno accanto all’altro, creando in questo modo un unico dipinto.

Con questa tecnica è stato realizzato uno dei dipinti esposti nella mostra «Orbita ellittica, le misure mutevoli di Napoli», Storie del Golfo, che mostra la città di Napoli in una composizione di 185 pannelli di 50 x 70 cm, realizzando un’unica immagine lunga 25 m e alta 4 m.

La mostra è stata promossa dalla Soprintendenza Speciale per il Patrimonio Storico, Artistico, Etnoantropologico, per il Polo Museale della città di Napoli, con la collaborazione del XIII Salone Internazionale del Fumetto Napoli Comicon e ha ricevuto anche un contributo dalla Metropolitana di Napoli S.p.A., Consorzio per il comparto CD, Archivio Fotografico Parisio e Grotta del Sole.Tutti uniti al fine di realizzare una mostra che descrivesse Napoli da molteplici punti di vista, appunto come se la città fosse un’orbita ellittica e quindi là dove il mare non dovrebbe esserci, perché il punto di vista è sulla terra, in realtà basta guardare in un’altra direzione per vederlo.Orioli descrive il Golfo di Napoli facendoci scoprire i suoi molteplici paesaggi, da Posillipo da Mergellina, il mare dalla Villa Comunale, Capri da piazza Vittoria, Castel dell’Ovo da via Partenope e il Porto da dentro il traffico di via Marina.

Inoltre, Orbita ellittica, le misure mutevoli di Napoliespone altre 20 opere composte da 60 pannelli, accompagnati dai più significativi taccuini di viaggio dell’artista sul golfo di Napoli e su alcune isole del Mediterraneo, tutti raccolti in un catalogo edito da Arte’m, i cui testi sono a cura di Angela Tecce, Benedetto Gravagnuolo e Gino Frezza.

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