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«Da Pomigliano a Mirafiori – Fiat: una storia italiana», di Antonio Di Luca

Da Pomigliano a Mirafiori, Coperina del libro di Antonio di Luca

NAPOLI (di Cristina Cirpiani) – A Febbraio 2011 la Fisc, Federazione Internazionale Città Sociale, a seguito delle diverse discussioni nel Dipartimento del Lavoro ha deciso di raccogliere in un libro-quaderno gli interventi di Antonio Di Luca e intitolarlo: «Da Pomigliano a Mirafiori, Fiat: una storia italiana».

Pertanto, il 14 aprile il Saloncino Cirem a Napoli ha ospitato la presentazione del libro, a cui hanno partecipato Luigi Mascilli Migliorini, presidente del Cirem e storico dell’Orientale,
Alfonso Marino, professore associato di economia e organizzazione aziendale della seconda Università di Napoli, Antonio Grieco, ex responsabile di fabbriche del PCI che oggi si occupa di arte di sperimentazione con articoli e saggi.

L’introduzione di Salvatore Esposito che è stata più volte ripresa dai presenti all’incontro, esplica lo scopo e le motivazioni della scelta di Antonio Di Luca, che come lui stesso dice, quando fu assunto dall’Alfa Romeo di Pomigliano nel 1989, per lui si avverava un sogno, così «potevo guardare al mio futuro e a quello della mia famiglia con una certa serenità».

Dunque, la Fisc ha voluto mettere da parte le voci di intellettuali, che sicuramente conoscono teoricamente la grave crisi della Fiat, ma che non vivono personalmente le difficoltà di lavorare in una fabbrica e di far parte di una delle più famose e importanti catene di montaggio metalmeccaniche.

Dice Salvatore Esposito, questo libricino deve essere «il racconto di vita operaia […]. Un racconto sociale che chiede più dialogo, più consapevolezza, pacifismo, più tolleranza».

Infatti, il libro vuole essere la testimonianza diretta di un uomo che ha lavorato per 20 anni nella fabbrica di Pomigliano e che oggi si trova in cassa integrazione, situazione in cui spiega Antonio Di Luca, quando sarà chiamato per decidere se continuare a lavorare con l’azienda Fiat, non sa quale punto di vista, quello di padre di famiglia o di lavoratore, far prevalere, così da scegliere una o l’altra strada.

Gli altri ospiti in maniera unanime hanno ringraziato per il lavoro offerto da Di Luca, che ha saputo fare chiarezza sull’intera questione Fiat, puntando il dito contro il gruppo dirigente che in questi anni e in particolare dal 2004 con l’arrivo di Montezemolo e di Marchionne non ha messo tecnologicamente l’intera azienda al pari della Francia e della Germania, ma si è concentrata in investimenti che mirassero a ottenere nel minor tempo possibile maggiori profitti. Tutto ciò a discapito, dice Di Luca, della vita personale degli operai, costretti a dover fare ad esempio per 2 settimane di seguito turni di notte, compromettendo il rapporto con i propri figli, con la propria moglie.

Una situazione insostenibile e che doveva essere denunciata da chi fa questo mestiere, che ha dato all’azienda ben sette ernie al disco, ma che, amando il proprio lavoro, combatte per ottenere i propri diritti.

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