“Babyblues”, l’ultima opera letteraria di Giovanni Scafoglio

NAPOLI (di Giuliana Covella) – “Il fascino di “Babyblues” sta tra discese ardite e risalite”. Così Federico Vacalebre ha presentato al Foyer del Teatro Bellini di Napoli “Babyblues”, l’ultima fatica letteraria di Giovanni Scafoglio, edita da Guida. Un libro che è anche un disco. Un testo che è anche e soprattutto un racconto di vita, dove al centro c’è sempre l’universo femminile.

Giovanni ScarfoglioQuello tanto amato dal “romantico” Scafoglio, come lo definisce Vacalebre, che ancora una volta, come già con “La misteriosa malattia dei diavoli blu”, mette nero su bianco emozioni, sensazioni ed esperienze vissute con uno speciale sottofondo musicale per ciascuna storia o personaggio. Ma chi è Babyblues? A spiegarlo è lo stesso autore, come sempre emozionato davanti al pubblico napoletano, che richiama le sue origini (Scafoglio è nato a Barra, ma vive a Ravenna, dove lavora nella Comunicazione di Mirabilandia): “In questo libro ho voluto raccontare un pezzo di vita. Anzi, tanti pezzi di vita. Al centro ci sono sempre le donne. Sono loro le protagoniste, come le tre cantanti (Elena Imperatore, Luna Di Nardo e Silvia Falanga) che non hanno solo interpretato i pezzi che accompagnano il testo, ma ci hanno messo la loro anima”.
“Babyblues” è ambientato a Villa Inferno, dove esiste un luogo chiamato Altroquando, l’unico posto al mondo dove ogni desiderio possa essere realmente realizzato. Ma non c’è nessuna magia ad Altroquando, nessun finale da fiaba, solo ospiti speciali con una storia da raccontare. Ci sono orchi, streghe e draghi che dominano su uomini che hanno abdicato alla fantasia, smettendo di sognare, diventando una massa di prigionieri che si credono liberi perché dotati di braccia troppo corte per toccare le pareti della cella dove sono rinchiusi. Eppure vi sono delle eccezioni. “Come Babyblues – dice l’autore – ricca di una bellezza che si compone di tutto e che ha dentro lo sguardo qualcosa di estremo che lotta con l’infinito e che ti abbaglia. Babyblues e gli ospiti di Altroquando, tutti fortemente convinti che l’eternità è il sorriso di chi ami e che esiste una sola, vera, unica felicità: quell’attimo in cui ami e ti senti amato”.
Oltre alle tre belle e seducenti ugole d’oro al femminile, nel disco spiccano collaborazioni eccellenti come quella di Daniele Di Gregorio, storico arrangiatore di Paolo Conte; Fabrizio Foschini, compositore e pianista degli Stadio; Claudio Golinelli, bassista di Vasco Rossi.

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