Notizie dall'Italia e dal mondo

Primo Piano

«Vietato fare figli nella zona rossa», provocazione di un sindaco del Vesuviano

Area vesuviana

SANT’ANASTASIA (di Daniela Spadaro) – «Vogliono farci morire ancor prima dell’eruzione del Vesuvio? Ebbene, impediscano alle giovani coppie, con un’ulteriore ridicola legge, di consumare i matrimoni e dar vita ad una nuova famiglia. O meglio, impediscano loro di far figli». È l’ennesima provocazione del sindaco Carmine Esposito, strenuo detrattore dei vincoli urbanistici derivanti dalla «zona rossa» per il rischio Vesuvio della quale fanno parte 18 comuni.

Uno scherzo, una sfida, un’istigazione? «Ovviamente, ma intanto aggiungerò al mio regalo per l’assessore Armando Di Perna (bilancio) che si è sposato ieri, una grossa confezione di profilattici, perché se decide di fare due figli, per esempio, non potranno mai avere una casa qui, non potranno mai abitare nel paese che ha dato i natali ai loro genitori».

Ci va giù pesante, Esposito, definendo la perimetrazione della «zona rossa» la barzelletta d’Italia. «Se Sant’Anastasia, Somma Vesuviana, Pollena Trocchia e tutti gli altri comuni di quest’area sono più in pericolo degli altri, se qui per effetto delle norme non si può abbattere e ricostruire una casa fatiscente rendendola sicura e antisismica, se i nostri giovani devono rinunciare a costruirsi una vita a meno di non emigrare altrove, ci dicano chiaramente che vogliono ucciderci tutti prima dell’eventuale eruzione, tanto l’economia l’hanno già ammazzata».

E sembra irriducibile, il sindaco, nel non mollare la battaglia, fin dal suo insediamento un anno fa. Ora la sfida alle istituzioni sovracomunali, Regione in testa, suggerendo di regalare alle giovani coppie una fornitura di profilattici, ma qualche mese fa si era improvvisato autore di canzoni parodiando la famosa cover «Rose Rosse» in «Zona Rossa» inviando poi il cd a Silvio Berlusconi, Stefano Caldoro e Luigi Cesaro. «I rischi dovremmo prevenirli con leggi che costringano i residenti a mettere a norma le proprie case, magari prevedendo un piccolo aumento di volumetria per dare la possibilità ai nostri giovani di rimanere qui».

In pratica, secondo Esposito, la perimetrazione della zona rossa non ha basi scientifiche. «A ridosso del nostro territorio c’è Pomigliano d’Arco – continua – ed è zona gialla, quindi lapilli, cenere, lava, terremoti, la risparmieranno. E allora facciamola una nuova,ennesima, ridicola legge, ne abbiano il coraggio, e impediamo ai nostri giovani di fare figli, perché se vogliono restare qui una casa non l’avranno mai». (Il Mattino)

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.