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Unità di’Italia, la lezione di Cantone sui valori della costituzione

Raffaele Cantone

NAPOLI (Cristina Cipriani) – Sono passati 150 anni dall’Unità d’Italia e il PD ha organizzato tre grandi appuntamenti per festeggiarla. Il primo di questi incontri ha avuto luogo oggi 24 febbraio 2011 presso la sala Galatea della Stazione Marittima di Napoli, dove si è tenuta una conferenza dal titolo “la scuola per l’Unità d’Italia”.

Per quest’evento è stato invitato a tenere una lexio magistralis sui valori della Costituzione per il terzo millennio il magistrato che ha fatto condannare all’ergastolo Francesco Schiavone e Francesco Bidognetti, Raffaele Cantone.

In una sala gremita di giovani studenti della scuola media superiore insieme ai loro insegnanti abbiamo ascoltato e cantato, prima ancora che iniziassero i lavori del convegno, l’Inno di Mameli, poi il moderatore Cervone (giornalista precario del “Mattino”) ha rilevato l’impegno del PD nel voler parlare in questo momento politico così confuso di Costituzione, scuola, docenti e studenti, presentando così il primo ina relatore: il Segretario Regionale del PD, Enzo Amendola. Questi ha dato rilievo all’importanza dei 150 anni dall’Unità d’Italia, ritenendo che non sia solo storia rituale, ma che oggi significa guardare se stessi e il proprio passato per costruire un futuro, ricordando la figura di Sandro Pertini, simbolo di una Repubblica post-guerra antifascista e soprattutto ritenendo che la scuola sia il fondamento e il baluardo della legalità.

In seguito, ha preso la parola Angela Cortese, Consigliere Regionale PD che ha rievocato il significato dato dagli storici della legge Coppino (1887), come punto fondamentale del programma politico della Sinistra Storica, così da poterne rimarcare la sua importanza.

Infatti, continua il Consigliere dicendo che il futuro dei giovani ha inizio proprio a scuola dopo i primi apprendimenti fatti in famiglia e che questa deve essere lo strumento con cui combattere la mafia, non trasformandosi da federalismo, come sostiene Cortese, a “federazzismo” scolastico.

L’intervento del Consigliere Regionale è stato il preludio di testimonianze di presidi di diverse scuole campane, napoletane e che vivono in condizioni di precaria legalità, ma che non disperano nella possibilità d’insegnare ai propri allievi che essere cittadino significa partecipare alla vita civica della città.

La risposta a queste testimonianze è data dall’intervento del Responsabile Scuola Nazionale PD Francesca Puglisi che, citando l’articolo 34 in cui si sancisce la possibilità per tutti di raggiungere i più alti stadi d’istruzione, dichiara necessario investire nell’apertura soprattutto al sud di asili nido, della scuola dell’infanzia e di incentivare la cultura del “tempo pieno”.

Infine, è intervenuto Raffaele Cantone che si è concentrato sull’Unità d’Italia, sulla Costituzione e sulla scuola.  Legandosi alla riflessione sul Risorgimento fatta da Benigni, il magistrato ha parlato del coraggio di quei giovani ragazzi che volevano creare una Nazione unita e che per la quale alcuni hanno perso anche la vita. Discutendo del federalismo sostiene che in questo momento bisogna diffidare, poiché, come dice il Procuratore della Corte dei Conti, esso è un “enorme regalo alle mafie” che detengono il potere tra gli Enti Locali.  Riflettendo invece sulla Costituzione, dapprima ricorda l’articolo 3 in cui si sancisce l’uguaglianza non soltanto davanti alla legge, ma davanti tutti i poteri dello Stato e in secondo luogo spiega che la Costituzione è stata frutto di un delicatissimo meccanismo di equilibri, come se fosse stato utilizzato il bilanciere, così ogni potere ha il suo contrappeso. Eppure in un parlamento che dovrebbe essere bilanciato,  è strano che, dice Cantone, le rappresentanze della scuola abbiano una così bassa percentuale di insegnanti. Pertanto è chiaro che per il magistrato l’affermazione: “Aprire una scuola significa chiudere un carcere” non sia uno slogan, perché in alcune zone di Napoli la scuola rappresenta l’unica alternativa alla corruzione. Conclude ritenendo che per questo  è importante l’investimento nella cultura e credere che “ due parole tra loro sono fortemente in contrasto: cultura e criminalità. Le persone realmente colte non potranno mai scegliere di fare i criminali”.

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