Ucraina, la Russia lancia il più grande attacco notturno con droni: colpite Kiev e Odessa
Nella notte tra il 9 e il 10 giugno, l’Ucraina ha subito il più violento attacco notturno con droni dall’inizio dell’invasione russa, secondo quanto dichiarato dalle autorità di Kiev. Le città di Kiev e Odessa sono state bersaglio di una serie di bombardamenti aerei intensi e ripetuti, che hanno causato vittime civili e danni ingenti a infrastrutture residenziali e mediche.
L’attacco, iniziato intorno all’una di notte, è durato circa quattro ore, scandito da ondate successive di droni kamikaze Shahed** lanciati dalle forze russe. A Kiev, le sirene antiaeree hanno risuonato nella notte costringendo la popolazione a rifugiarsi nei bunker, mentre esplosioni e incendi sono stati segnalati in più quartieri, inclusi quelli centrali. Il capo dell’amministrazione militare della capitale, Timur Tkachenko, ha confermato che numerosi edifici sono stati colpiti, sia direttamente sia a causa dei detriti provenienti dai droni abbattuti.
Particolarmente grave la situazione a Odessa, dove è stato colpito un ospedale neonatale, fortunatamente evacuato in tempo. Tuttavia, un uomo di 59 anni ha perso la vita e almeno quattro persone sono rimaste ferite, secondo quanto riportato dal governatore regionale Oleg Kiper. Tra gli obiettivi colpiti anche un pronto soccorso e diversi palazzi residenziali.
Questa nuova escalation arriva appena un giorno dopo che Mosca aveva già lanciato quasi 500 droni sull’Ucraina, segnale di un intensificarsi delle ostilità e di una strategia sempre più mirata a colpire infrastrutture civili. Allo stesso tempo, sul campo si registrano avanzate delle truppe russe nel nord-est e nell’est del Paese, con il presidente ucraino Volodymyr Zelensky che ha definito la situazione in alcune aree “molto difficile”.
Nel frattempo, anche la Russia è finita sotto attacco: le autorità russe hanno sospeso temporaneamente i voli nei quattro principali aeroporti di Mosca a causa di attacchi con droni ucraini che avrebbero preso di mira la Repubblica del Tatarstan e l’Oblast’ di Leningrado. Malgrado la violenza degli scontri, un nuovo scambio di prigionieri è stato portato a termine tra le due parti, coinvolgendo soldati feriti e giovani sotto i 25 anni. Tuttavia, i negoziati per un cessate il fuoco restano in stallo. “Il processo è complicato e pieno di dettagli delicati”, ha spiegato Zelensky, confermando che i contatti tra le parti proseguono “quasi ogni giorno”, senza risultati concreti.

