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Cronaca

Strage di Crans-Montana, il giallo delle telecamere: le immagini si fermano tre minuti prima dell’incendio

Un’interruzione improvvisa delle registrazioni video alimenta nuovi interrogativi sulla strage di Capodanno al bar Le Constellation di Crans-Montana, costata la vita a 41 persone. Secondo gli atti dell’inchiesta visionati dal quotidiano tedesco Bild, il sistema di videosorveglianza del locale avrebbe smesso di funzionare pochi minuti prima dello scoppio del rogo.

Nel bar erano installate undici telecamere, disposte per coprire diverse angolazioni degli ambienti. Eppure, proprio nel momento cruciale della sequenza degli eventi, le immagini si interrompono. L’ultima registrazione disponibile risale all’1.23, mentre l’incendio, stando alla ricostruzione degli inquirenti, sarebbe divampato alle 1.26. Di quei tre minuti decisivi non esiste alcuna documentazione video agli atti.

“Il sistema si è bloccato e non sono più riuscito a riavviarlo”, avrebbe dichiarato Jacques Moretti agli investigatori durante l’interrogatorio del 1° gennaio, quando non era ancora formalmente indagato né sottoposto a detenzione preventiva. In quella fase, riferiscono testate del gruppo CH Media, il gestore avrebbe consegnato agli inquirenti alcuni screenshot estratti dalle registrazioni disponibili.

I fotogrammi finali mostrano il piano superiore del locale quasi deserto, mentre quello inferiore appare ancora affollato. Un’immagine in particolare è al centro dell’attenzione degli investigatori: una delle uscite di emergenza. La porta risulterebbe aperta, ma il passaggio sembrerebbe parzialmente ostruito da un mobiletto; accanto, un estintore è fissato alla parete. Resta però il nodo principale: nei tre minuti successivi all’ultima ripresa, la situazione è rimasta invariata o qualcuno ha spostato arredi e accessi? Le immagini, allo stato attuale, non consentono di rispondere.

Accanto al “giallo” delle telecamere, l’inchiesta affronta anche il tema del rischio di fuga. In una lettera indirizzata alla Procura del Canton Vallese e visionata da Bild, l’avvocata della parte civile Nina Fournier scrive che, “in relazione al rischio di fuga, indicato come motivo della detenzione di Jacques Moretti, abbiamo appreso che potrebbe essere stata contattata una compagnia di aviazione privata per preparare la fuga”. La legale chiede di chiarire con quale compagnia aerea i gestori del bar avrebbero preso contatti.

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