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Scuole e politiche sociali, De Magistris: «Tagli per 220 milioni di euro»

Il Sindaco Luigi De Magistris

NAPOLI (di Paolo Cuozzo) — La manovra finanziaria del governo è stata al centro del dibattito in Consiglio comunale. Una manovra che de Magistris boccia «senza se e senza ma», ritenendola insostenibile per il Comune e per i cittadini, e avvertendo che i tagli si abbatteranno direttamente sulle scuole e sulle politiche sociali. Insomma, sul sistema-città. Tanto che il sindaco si rivolge direttamente ai cittadini con una lettera: «I tagli ai Comuni sono tagli ai tuoi diritti», è infatti il titolo del post che de Magistris ha inserito sul suo blog rivolgendosi ai napoletani. «Come sindaci vogliamo migliorare la qualità di vita dei nostri cittadini, garantendo loro servizi e prestazioni a cui hanno diritto — scrive —. Questo dal 2012 non sarà possibile, perché il Governo preferisce sottrarre risorse ai Comuni piuttosto che a quelle realtà, anche politiche, in cui le risorse si sprecano realmente». «Ogni anno i Comuni hanno portato soldi alle casse dello Stato per un totale di oltre 3 miliardi di euro — si legge ancora nel post —. Lo Stato continua ad attuare politiche di spreco, costringendoci ad aumentare le tasse locali o a tagliare i servizi.

La stangata di questa manovra finanziaria sarà pesante in tutta Italia, con una stima di contrazione dei servizi alle persone e alle famiglie del 10 per cento nel 2012». Una «stangata» che colpirà «particolarmente il Sud e anche Napoli dove i tagli arriveranno a sfiorare il 50 per cento, con una riduzione di 220 milioni sui 450 milioni di spesa disponibile per i servizi a cittadini». Un taglio che, spiega il sindaco, «vanifica i risultati sui risparmi di spesa che abbiamo messo a segno in questi primi mesi del nostro mandato». «Una politica difficile da attuare vista la condizione di partenza del Comune — aggiunge — le cui casse ci sono state consegnate letteralmente vuote, ma che comunque non ha mai significato il taglio alle politiche sociali a cui tanto teniamo». De Magistris ha inoltre fatto sapere che, come gli altri sindaci di Italia, farà presente «al prefetto e al ministro dell’Interno che il Comune di Napoli non è in grado di garantire i servizi ai cittadini perché la manovra finanziaria impone un drastico taglio e procederò alla chiusura temporanea e simbolica dell’Ufficio anagrafe e Stato civile, di mia competenza in qualità di ufficiale di governo».

Sullo sfondo di tutto ciò, ovviamente, il rischio che le tasse cittadine possano aumentare. O che possa aumentare il costo dei servizi a domanda individuale. Insomma: non si può escludere nulla, davvero nulla. Né che aumenti (ancora) il biglietto dell’autobus né, tantomeno, che i tributi locali o l’addizionale comunale possano in futuro essere ulteriormente elevati. Sebbene per ora al Comune di Napoli tutti giurano che non sarà così, evitando fino a che sarà possibile di muovere queste leve. (Corriere del mezzogiorno)

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