Schlein pronta per la guida del centrosinistra: «Pronta a fare la premier, con o senza primarie»
Elly Schlein annuncia la propria disponibilità a guidare il centrosinistra alle prossime elezioni. Dal palco dell’assemblea nazionale del Partito Democratico, la segretaria indica l’obiettivo e rivendica il percorso di costruzione della coalizione: «Sono pronta a guidare questa comunità e a guidarla come candidata alla presidenza del Consiglio, con o senza le primarie».
Una dichiarazione che apre il confronto sulla leadership dell’alleanza e si accompagna a una chiusura verso eventuali accordi con il centrodestra dopo il voto. «A chi tifa pareggio e pensa a un leader più disponibile alle larghe intese noi diciamo: mai più larghe intese, siamo qua per vincere con la nostra alleanza progressista», afferma Schlein.
La segretaria insiste sull’autonomia del partito e sul rapporto con gli elettori. «Siamo qui per fare quello che la nostra gente si aspetta da noi», sostiene, aggiungendo che il PD «risponde solo alla sua base».
La rivendicazione dell’alleanza progressista
Al centro della relazione c’è il lavoro svolto per avvicinare le forze del centrosinistra. Schlein descrive l’unità come il risultato di un percorso costruito nei territori, attraverso il confronto quotidiano e le esperienze amministrative condivise.
«Oggi quella alleanza esiste e governa in molte regioni e città», sottolinea. Un cammino che, nelle sue parole, è cominciato tre anni fa, «anche quando nessuno ci credeva».
Ai dirigenti e ai militanti la segretaria chiede di affrontare gli attacchi politici senza timori. Secondo Schlein, l’intensificarsi delle critiche dimostrerebbe la credibilità della proposta di cambiamento del PD e la sua capacità di mettere in discussione interessi consolidati.
Difesa europea, il richiamo a una strategia comune
Sul piano internazionale, Schlein torna sulla distinzione tra una difesa europea integrata e l’aumento delle spese militari dei singoli Paesi. Un tema sul quale il PD ha registrato divisioni all’Europarlamento.
«La difesa comune non è la corsa al riarmo di 27 singoli Stati con 27 eserciti che rimangono scoordinati», afferma. La proposta della segretaria è costruire una capacità di difesa condivisa, evitando che gli investimenti nazionali si traducano soprattutto nell’acquisto di armamenti statunitensi e in una maggiore dipendenza da Washington.
Lavoro dignitoso e contrasto all’irregolarità
Ampio spazio è dedicato anche al lavoro. Richiamando l’articolo 1 della Costituzione, Schlein contrappone il lavoro dignitoso alla precarietà, ai bassi salari e allo sfruttamento.
Nel suo intervento cita un dato secondo cui il 30% della nuova occupazione creata nel 2024 sarebbe stato lavoro irregolare. Il contrasto al sommerso, sostiene, riguarda sia la tutela dei lavoratori sia quella delle imprese che rispettano le regole e subiscono la concorrenza sleale di chi le aggira.
Le proteste e l’attacco a Meloni
Schlein interviene infine sulle manifestazioni del giorno precedente, segnate anche da episodi di violenza. Ribadisce la condanna dei responsabili, chiedendo però che quei fatti non oscurino le ragioni di chi protesta pacificamente.
«Non possono usare i violenti per coprire la voce di migliaia di persone», afferma. Per la segretaria, dalle piazze arriva una richiesta di risposte concrete alle difficoltà di studenti, lavoratori e attività produttive.
La conclusione è un attacco all’esecutivo: Schlein accusa il governo di ignorare quelle richieste e definisce quello guidato da Giorgia Meloni «il governo più longevo e inconcludente». «Meloni ha sprecato una occasione storica», sostiene, rilanciando l’alleanza progressista come alternativa in vista delle elezioni.
Una dichiarazione che apre il confronto sulla leadership dell’alleanza e si accompagna a una chiusura verso eventuali accordi con il centrodestra dopo il voto. «A chi tifa pareggio e pensa a un leader più disponibile alle larghe intese noi diciamo: mai più larghe intese, siamo qua per vincere con la nostra alleanza progressista», afferma Schlein.
La segretaria insiste sull’autonomia del partito e sul rapporto con gli elettori. «Siamo qui per fare quello che la nostra gente si aspetta da noi», sostiene, aggiungendo che il PD «risponde solo alla sua base».
La rivendicazione dell’alleanza progressista
Al centro della relazione c’è il lavoro svolto per avvicinare le forze del centrosinistra. Schlein descrive l’unità come il risultato di un percorso costruito nei territori, attraverso il confronto quotidiano e le esperienze amministrative condivise.
«Oggi quella alleanza esiste e governa in molte regioni e città», sottolinea. Un cammino che, nelle sue parole, è cominciato tre anni fa, «anche quando nessuno ci credeva».
Ai dirigenti e ai militanti la segretaria chiede di affrontare gli attacchi politici senza timori. Secondo Schlein, l’intensificarsi delle critiche dimostrerebbe la credibilità della proposta di cambiamento del PD e la sua capacità di mettere in discussione interessi consolidati.
Difesa europea, il richiamo a una strategia comune
Sul piano internazionale, Schlein torna sulla distinzione tra una difesa europea integrata e l’aumento delle spese militari dei singoli Paesi. Un tema sul quale il PD ha registrato divisioni all’Europarlamento.
«La difesa comune non è la corsa al riarmo di 27 singoli Stati con 27 eserciti che rimangono scoordinati», afferma. La proposta della segretaria è costruire una capacità di difesa condivisa, evitando che gli investimenti nazionali si traducano soprattutto nell’acquisto di armamenti statunitensi e in una maggiore dipendenza da Washington.
Lavoro dignitoso e contrasto all’irregolarità
Ampio spazio è dedicato anche al lavoro. Richiamando l’articolo 1 della Costituzione, Schlein contrappone il lavoro dignitoso alla precarietà, ai bassi salari e allo sfruttamento.
Nel suo intervento cita un dato secondo cui il 30% della nuova occupazione creata nel 2024 sarebbe stato lavoro irregolare. Il contrasto al sommerso, sostiene, riguarda sia la tutela dei lavoratori sia quella delle imprese che rispettano le regole e subiscono la concorrenza sleale di chi le aggira.
Le proteste e l’attacco a Meloni
Schlein interviene infine sulle manifestazioni del giorno precedente, segnate anche da episodi di violenza. Ribadisce la condanna dei responsabili, chiedendo però che quei fatti non oscurino le ragioni di chi protesta pacificamente.
«Non possono usare i violenti per coprire la voce di migliaia di persone», afferma. Per la segretaria, dalle piazze arriva una richiesta di risposte concrete alle difficoltà di studenti, lavoratori e attività produttive.
La conclusione è un attacco all’esecutivo: Schlein accusa il governo di ignorare quelle richieste e definisce quello guidato da Giorgia Meloni «il governo più longevo e inconcludente». «Meloni ha sprecato una occasione storica», sostiene, rilanciando l’alleanza progressista come alternativa in vista delle elezioni.

