Cronaca

«Palazzi cadenti, via Duomo abbandonata»

NAPOLI (di Attilio Iannuzzo – Il Mattino) Cittadini e residenti uniti contro il degrado e lo stato di abbandono in cui si trova Via Duomo. Dopo il crollo dei cornicioni antistanti i Girolamini, c’è preoccupazione per la recinsione che da quasi un anno protegge il Museo Filangieri.

Museo Filangieri 2“Non riusciamo a spiegarci – dice il rappresentante dei commercianti di Via Duomo Francesco Andoli – perché un pezzo di centro storico importante come questo, resti abbandonato a sé stesso; assistiamo a recinsioni continue di strutture cadenti e vetuste ma non si fanno mai lavori strutturali; siamo abbandonati a noi stessi”. Domani i commercianti di Via Duomo incontreranno il Sindaco De Magistris per discutere di una “possibile riqualificazione del territorio”, ma soprattutto della creazione di un vero polo museale, che al momento non esiste. “Non dobbiamo convincere nessuno – continua Andoli – dell’importanza di un polo museale che è di interesse turistico, ma c’è bisogno che qualcuno se ne accorga; lo stesso museo Filangieri che apre e chiude continuamente, e che è in uno stato di abbandono totale, inizialmente era incluso in un progetto di riqualificazione previsto dai fondi Unesco, poi escluso perché privato”.Stessa questione anche per il Museo Diocesano, al Largo Donna Regina, che “è a trenta metri dal Duomo e che al massimo raggiunge le dieci visite quotidiane; i turisti – insiste Andoli – neanche sanno che esiste”.

L’accusa è rivolta anche ad occasioni perse in questi mesi, che avrebbero potuto dare risalto a questa “periferia del centro” : “La notte bianca ci ha esclusi da percorsi – sottolineano i commercianti – che avrebbero potuto valorizzare il territorio e le attività della zona; le iniziative sono state concentrate altrove; non è la prima volta che accade, questo ci fa intendere che l’amministrazione comunale non ha interesse a valorizzare questo pezzo di territorio”.

“Sono trascorsi ormai vent’anni dal riconoscimento che l’Unesco diede al Centro Storico di Napoli, – ha detto Antonio Pariante dell’associazione Portosalvo – ma siamo punto e a capo.Sappiamo – continua Pariante che i 100 milioni stanziati non sono pochi, ma a Venezia ne hanno dati 5 miliardi e mezzo e noi non siamo certo da meno”. Secondo Pariante “questa situazione di stallo penalizza moltissimo le tante organizzazioni nate negli anni ’90 e che si sono battute per la riqualificazione”. L’Associazione Centro Storico Unesco presieduta da Raffaele Raimondi aveva questo intento, “ma – evidenzia Pariante – c’è molto da fare in progettualità ed organizzazione”. Un sentimento condiviso da quasi tutti i cittadini e i commercianti.

In più occasioni c’è stata la protesta delle luci spente ai Decumani, lo spazzamento delle strade ad opera dei residenti e degli esercenti per protestare contro una mancata pulizia, “appelli all’amministrazione inascoltati”, sottolinea Pariante. I famosi restauri promessi dai politici e dagli amministratori per ora restano sulla carta, ma si attende che le promesse possano essere mantenute.

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