P3, indagato anche l’imprenditore Flavio Carboni

NAPOLI (di Sarah Bozzaotra) – Nel giorno in cui i pm napoletani hanno interrogato per quattro ore l’imprenditore Arcangelo Martino, arriva la conferma che anche Flavio Carboni e’ entrato nell’inchiesta Cosentino. L’accusa e’ la stessa contestata agli altri presunti fondatori della P3: concorso esterno in associazione camorristica; l’inchiesta e’ quella sui presunti rapporti tra i clan del Casertano e l’ex sottosegretario. L’interrogatorio di Martino, imprenditore ed ex assessore al Comune di Napoli, si e’ svolto nel carcere di Poggioreale, dove l’indagato e’ detenuto; si e’ protratto per circa quattro ore, ma non ha riservato sorprese. Le domande dei pm Alessandro Milita e Giuseppe Narducci hanno riguardato le pressioni fatte da Martino, da Carboni e dall’ex giudice tributario Pasquale Lombardi sui giudici di Cassazione perch‚ fosse revocata l’ordinanza di custodia cautelare emessa nei confronti di Cosentino dal gip di Napoli Raffaele Piccirillo. Secondo gli investigatori, la revoca dell’ordinanza (che invece venne confermata) avrebbe consentito a Cosentino di candidarsi a governatore della Campania, cosa alla quale l’esponente del Pdl teneva molto. Martino, che era assistito dall’avvocato Giuseppe De Angelis, ha sottolineato che non aveva contatti diretti con magistrati e politici; a curare le ”relazioni diplomatiche” del gruppo, a suo dire, era Pasquale Lombardi, al quale si era legato perch‚ a sua volta nutriva aspirazioni politiche. L’interrogatorio ha ricalcato quello reso lo scorso 19 agosto da Martino ai pm romani Rodolfo Sabelli e Giancarlo Capaldo, titolari dell’inchiesta sulla P3. Al legale, l’ex assessore all’Annona del Comune di Napolie’ apparso dimagrito e sofferente; oltre che per la detenzione, Martino e’ provato per la scomparsa della moglie, avvenuta la scorsa settimana. Proprio la consapevolezza che la sua malattia non lasciava pi— speranze di guarigione aveva indotto l’imprenditore, nel mese di agosto, a tentare il suicidio attorcigliandosi un lenzuolo attorno al collo. L’intervento di un agente della polizia penitenziaria aveva evitato il peggio. L’avvocato De Angelis ha chiesto e ottenuto dai pm l’autorizzazione a che Arcangelo Martino sia sottoposto nei prossimi giorni a una visita cardiologica. L’imprenditore, infatti, ha problemi cardiaci e sta seguendo una terapia farmacologica. Proprio le sue condizioni di salute avevano indotto i pm romani ad autorizzarne la detenzione nel carcere di Poggioreale, che dispone di un centro clinico, anzich‚ in quello di Rebibbia, dove l’indagato non avrebbe potuto ricevere cure adeguate.
