Misseri dà la colpa alla figlia e torna nella casa del delitto
Michele Misseri ha ripetuto stamattina, davanti al pozzo-tomba che per 42 giorni ha nascosto il corpo della nipote Sarah Scazzi, in contrada Mosca, le fasi dell’occultamento del cadavere. Alla presenza dei pm e dei carabinieri ha mimato i gesti che dice di aver fatto il pomeriggio del 26 agosto, dopo che Sarah era stata uccisa. Il Tg1 delle 13.30 ha mostrato alcune immagini del sopralluogo. Si vede zio Michele, con indosso una camicia a scacchi, che solleva un carabiniere ipotizzando che sia il corpo inerme della nipote, per poi adagiarlo nella cisterna. Infine l’ uomo prende un grosso masso con il quale chiude il pozzo.
Cinque ore sotto interrogatorio per rendere dichiarazioni spontanee agli inquirenti che indagano da oltre due mesi sulla scomparsa e la morte di Sarah Scazzi.
Michele Misseri, lo zio di Sarah, la giovanissima studentessa di Avetrana, alla fine ha parlato. Non sarebbe riuscito a tenersi dentro il tarlo della responsabilità che da quel maledetto pomeriggio del 26 agosto lo ha logorato.
Erano da poco passate le 14 di ieri, quando lo stesso contadino di Avetrana dopo un incontro con la criminologa Roberta Bruzzone ha deciso di vuotare definitivamente il sacco, addossando tutte le responsabilità dell’omicidio alla figlia Sabrina (già indagata per concorso nell’omicidio) e non solo.
In carcere subito dopo pranzo ieri sono arrivati il Procuratore Aggiunto Pietro Argentino il comandante del reparto operativo dei carabinieri di Taranto Tenente Colonello Antonio Russo e successivamente anche il titolare delle indagini Mariano Buccoliero.
Poi intorno alle 17,30 l’arrivo del Procuratore Capo Franco Sebastio accompagnato dal comandate provinciale dell’Arma Tarantina Giovanni Di Blasio ha reso chiaro quanto stava accadendo all’interno della stanza degli interrogatori della casa circondariale tarantina. Michele Misseri, secondo indiscrezioni, avrebbe addossato le maggiori responsabilita’ nell’uccisione della nipotina Sarah alla figlia Sabrina, limitando il proprio ruolo nella vicenda alla fase dell’occultamento del cadavere.
Ma soprattutto Michele Misseri ha tirato in ballo altre persone. I magistrati ieri sera alle dopo le 21 hanno lasciato il carcere e sono tornate negli uffici della procura. Poi hanno abbandonato il tribunale senza peraltro rilasciare dichiarazioni. Quel che è certo, almeno al momento che il “giallo di Avetrana” ancora è lontano dall’essere risolto.
Nulla di ufficiale e’ trapelato sul contenuto delle dichiarazioni spontanee che Misseri ha voluto fornire agli inquirenti. Pero’ non ci sono molte alternative a quanto le indiscrezioni rivelano: infatti, appena uscito dal carcere il difensore di Misseri e’ in diretta telefonica con la trasmissione Mediaset ‘Quarto Grado’: “Ci si puo’ aspettare rivelazioni clamorose dall’interrogatorio di Michele Misseri?”, chiede il conduttore, Salvo Sottile.
‘Si’, risponde l’avvocato Galoppa. Il legale aggiunge di non poter dire altro, “perche’ cosi’ siamo rimasti d’accordo con gli inquirenti”. “Saprete tutto la prossima settimana”, aggiunge il difensore, spiegando poi che Michele Misseri “sta benissimo” e “intende andare fino in fondo”.
L’ennesimo interrogatorio-fiume di Misseri cade a tre giorni dall’udienza dinanzi al tribunale del Riesame di Taranto nella quale verra’ discusso il ricorso presentato dai legali di Sabrina, gli avvocati Vito Russo e Emilia Velletri, per far annullare l’ordinanza di custodia cautelare emessa dal gip del tribunale di Taranto Martino Rosati nei confronti della giovane, detenuta nello stesso carcere con le accuse di sequestro di persona e concorso in omicidio. Quel che pare scontato è che già da oggi gli inquirenti si metteranno a lavorare per trovare riscontri su quando Michele Misseri ha raccontato. (Rai news 24)
