Meloni in Aula: “Il governo va avanti, nessun rimpasto né dimissioni”
In un clima politico segnato da tensioni interne e da una delicata situazione internazionale, la presidente del Consiglio Giorgia Meloni è intervenuta in Parlamento per un’informativa sull’azione di governo, ribadendo con fermezza la volontà dell’esecutivo di proseguire il proprio mandato senza cambiamenti strutturali.
Dopo la recente battuta d’arresto al referendum costituzionale e le conseguenti dimissioni che hanno alimentato le voci di crisi, Meloni ha escluso qualsiasi ipotesi di rimpasto o elezioni anticipate. “Il governo c’è, nel pieno delle sue funzioni, fino all’ultimo giorno del suo mandato”, ha dichiarato, sottolineando di non avere alcuna intenzione di sottrarsi alle responsabilità. “Non scapperemo e non arretreremo”, ha aggiunto, rivendicando con orgoglio il lavoro della sua squadra.
L’intervento si inserisce in un contesto internazionale complesso, segnato dagli attacchi israeliani in Libano che hanno coinvolto un convoglio Unifil, episodio che ha suscitato la dura condanna dell’Italia. La premier ha richiamato la necessità di mantenere equilibrio e responsabilità in uno scenario globale fragile, ribadendo l’impegno del governo sul fronte diplomatico.
Non sono mancati passaggi polemici sul piano interno. Meloni ha respinto con decisione le accuse di presunti legami tra il suo partito e ambienti della criminalità organizzata, definite “surreali teoremi” costruiti ad arte dall’opposizione. Ha parlato di una “palata di fango” e ha respinto ogni coinvolgimento personale, chiarendo anche aspetti della propria vicenda familiare.
Nel corso dell’informativa al Senato, la presidente del Consiglio ha poi affrontato il tema del divario tra Nord e Sud, definendolo una “questione nazionale”. Ha sottolineato come sia fondamentale garantire uno sviluppo equilibrato del Paese: “Se non consentiamo a tutte le aree di correre alla stessa velocità, il prezzo lo pagheremo tutti”.
Sul fronte economico e sociale, Meloni ha risposto alle critiche dell’opposizione, in particolare sul tema della precarietà del lavoro, respingendo le accuse come “non veritiere” e invitando a basarsi sui dati. Ha anche criticato duramente chi, a suo dire, diffonde informazioni scorrette, definendo grave l’eventuale consapevolezza di affermazioni false.
Le reazioni delle opposizioni non si sono fatte attendere. Esponenti del Partito Democratico hanno accusato la premier di non aver riconosciuto le difficoltà del Paese e di aver trasformato l’informativa in un intervento dai toni elettorali, lontano dalla gravità del momento.
Dopo la recente battuta d’arresto al referendum costituzionale e le conseguenti dimissioni che hanno alimentato le voci di crisi, Meloni ha escluso qualsiasi ipotesi di rimpasto o elezioni anticipate. “Il governo c’è, nel pieno delle sue funzioni, fino all’ultimo giorno del suo mandato”, ha dichiarato, sottolineando di non avere alcuna intenzione di sottrarsi alle responsabilità. “Non scapperemo e non arretreremo”, ha aggiunto, rivendicando con orgoglio il lavoro della sua squadra.
L’intervento si inserisce in un contesto internazionale complesso, segnato dagli attacchi israeliani in Libano che hanno coinvolto un convoglio Unifil, episodio che ha suscitato la dura condanna dell’Italia. La premier ha richiamato la necessità di mantenere equilibrio e responsabilità in uno scenario globale fragile, ribadendo l’impegno del governo sul fronte diplomatico.
Non sono mancati passaggi polemici sul piano interno. Meloni ha respinto con decisione le accuse di presunti legami tra il suo partito e ambienti della criminalità organizzata, definite “surreali teoremi” costruiti ad arte dall’opposizione. Ha parlato di una “palata di fango” e ha respinto ogni coinvolgimento personale, chiarendo anche aspetti della propria vicenda familiare.
Nel corso dell’informativa al Senato, la presidente del Consiglio ha poi affrontato il tema del divario tra Nord e Sud, definendolo una “questione nazionale”. Ha sottolineato come sia fondamentale garantire uno sviluppo equilibrato del Paese: “Se non consentiamo a tutte le aree di correre alla stessa velocità, il prezzo lo pagheremo tutti”.
Sul fronte economico e sociale, Meloni ha risposto alle critiche dell’opposizione, in particolare sul tema della precarietà del lavoro, respingendo le accuse come “non veritiere” e invitando a basarsi sui dati. Ha anche criticato duramente chi, a suo dire, diffonde informazioni scorrette, definendo grave l’eventuale consapevolezza di affermazioni false.
Le reazioni delle opposizioni non si sono fatte attendere. Esponenti del Partito Democratico hanno accusato la premier di non aver riconosciuto le difficoltà del Paese e di aver trasformato l’informativa in un intervento dai toni elettorali, lontano dalla gravità del momento.

