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Iran-USA, Trump frena sull’intesa con Teheran: “Deve essere un buon accordo per noi”

Le tensioni tra Stati Uniti e Iran restano alte, mentre proseguono i negoziati diplomatici per evitare una nuova escalation militare nel Golfo. Nelle ultime ore il presidente americano Donald Trump ha ribadito che qualsiasi accordo con Teheran dovrà essere “favorevole agli Stati Uniti”, lasciando intendere che Washington non esclude un ritorno alle ostilità qualora l’intesa non venga ritenuta soddisfacente.

In un’intervista rilasciata a Fox News e in onda nel fine settimana, Trump ha dichiarato che “un accordo che non ci sarebbe favorevole è la linea che ci spingerebbe a riprendere le ostilità”, aggiungendo però che gli iraniani “sono ottimi negoziatori”. Parole che confermano la prudenza della Casa Bianca nonostante i recenti passi avanti nei colloqui indiretti tra le due parti.

Secondo fonti americane, i negoziatori di Washington e Teheran avrebbero raggiunto un memorandum preliminare valido per 60 giorni, considerato una possibile base per un’intesa più ampia sul cessate il fuoco e sulla riduzione delle tensioni regionali. Tuttavia, l’accordo non avrebbe ancora ricevuto il via libera definitivo del presidente statunitense.

A confermarlo è stato anche il vicepresidente JD Vance, che ha parlato di “buoni progressi” nei negoziati, precisando però che “il presidente non è ancora pronto ad approvare l’accordo”. Vance ha spiegato che l’amministrazione americana continua a lavorare affinché Trump possa trovarsi “nella posizione di poter avallare l’intesa”, pur ammettendo che “la questione è ancora da definire”.

Sul fronte diplomatico, oggi – venerdì 29 maggio – è previsto a Washington un incontro tra il segretario di Stato americano Marco Rubio e il ministro degli Esteri pakistano Mohammad Ishaq Dar. Il colloquio si terrà al Dipartimento di Stato e si concentrerà anche sul ruolo di mediazione svolto dal Pakistan nei contatti tra Stati Uniti e Iran.

Islamabad, infatti, nelle ultime settimane avrebbe intensificato i propri sforzi diplomatici per favorire un dialogo tra le parti. Alti funzionari pakistani hanno visitato Teheran nei giorni scorsi, nel tentativo di consolidare i canali negoziali e scongiurare un allargamento del conflitto nell’area mediorientale.

Intanto, la comunità internazionale continua a guardare con preoccupazione agli sviluppi della crisi. Un eventuale fallimento dei negoziati potrebbe infatti riaccendere le tensioni militari nel Golfo Persico e avere conseguenze dirette sulla sicurezza energetica globale e sugli equilibri geopolitici della regione.

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