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Iran, sesto giorno di guerra: nuovi raid su Teheran e tensione nel Golfo

Sesto giorno di conflitto in Iran dopo l’attacco congiunto di Stati Uniti e Israele. La guerra si allarga e il fronte si estende dal Medio Oriente al Golfo Persico, fino a lambire l’Europa. Nella notte nuovi raid hanno colpito Teheran, mentre droni sono stati segnalati anche sull’Azerbaigian. In Italia le autorità hanno disposto l’innalzamento della vigilanza attorno alle basi statunitensi presenti sul territorio nazionale.

Raid su Teheran e tensioni nel Golfo

Raid congiunti di Israele e Stati Uniti hanno centrato diversi obiettivi nella capitale iraniana, compreso il quartier generale dei Basij, forza paramilitare legata ai Pasdaran. Secondo fonti statunitensi, sarebbe stata affondata una fregata iraniana al largo dello Sri Lanka: il bilancio parla di circa 80 marinai morti.

Teheran ha smentito il lancio di un missile verso la Turchia, che secondo alcune ricostruzioni sarebbe stato intercettato dalle difese Nato. Intanto un attacco ha colpito una petroliera al largo del Kuwait, provocando una fuoriuscita di greggio in mare e alimentando l’allarme ambientale ed energetico.

Proseguono anche gli attacchi iraniani contro Israele e contro obiettivi nei Paesi del Golfo, mentre l’instabilità si riflette sui mercati internazionali.

Senato Usa respinge lo stop ai poteri di guerra

Sul fronte politico, il Senato degli Stati Uniti ha bocciato la risoluzione presentata dai democratici per limitare i poteri di guerra del presidente Donald Trump. Una decisione che rafforza la linea della Casa Bianca e allontana, almeno per ora, un ridimensionamento dell’intervento militare.

La guerra, intanto, continua ad avere ripercussioni anche sul piano umanitario. L’Onu ha chiesto un’indagine indipendente sulla strage di bambine in una scuola a Minab, nel sud dell’Iran, ipotizzando un possibile crimine di guerra.

Aiuti a Gaza e appello alla priorità umanitaria

In questo contesto, una notizia arriva anche da Gaza. Nickolay Mladenov, Alto rappresentante per la pace, ha annunciato che per la prima volta dall’inizio degli attacchi contro l’Iran sono entrati aiuti nella Striscia.

“I rifornimenti essenziali, compresi i pacchi per il Ramadan, stanno raggiungendo le famiglie in urgente bisogno”, ha dichiarato, sottolineando che i bisogni primari della popolazione non possono essere rinviati.

Il governo italiano: “Non siamo in guerra”

In Italia il tema è approdato in Parlamento con le comunicazioni dei ministri della Difesa e degli Esteri. La presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha ribadito: “Non siamo in guerra e non vogliamo entrarci”. Il governo ha confermato l’intenzione di inviare aiuti ai Paesi del Golfo, tra cui Cipro, recentemente raggiunta da attacchi attribuiti a Teheran.

Nella notte, intanto, sono rientrati all’aeroporto di Ciampino 192 cittadini italiani provenienti dagli Emirati Arabi Uniti, distribuiti su due voli partiti da Abu Dhabi e Dubai.

Le forze di sicurezza hanno disposto l’innalzamento della vigilanza attorno alle basi Usa in Italia, in via precauzionale, alla luce delle minacce e dell’espansione del conflitto.

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