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Cronaca

Il piano per riportare i bimbi nella casa nel bosco a Chieti: prevista una ristrutturazione con bagno

Nel percorso avviato per riportare a casa i tre bambini cresciuti nel bosco di Chieti, dopo il loro allontanamento disposto dal Tribunale per i Minorenni, un tassello fondamentale riguarda la ristrutturazione della casa in pietra in cui vivevano insieme ai genitori. L’abitazione, descritta in prima battuta come un rudere dai carabinieri, viene invece definita “casa colonica regolarmente acquistata nel 2021” dall’avvocato della famiglia, Giovanni Angelucci, che contesta fermamente la versione contenuta nel rapporto dei militari.

La casa nel bosco: le condizioni attuali

L’abitazione ha una superficie di circa 40 metri quadrati ed è composta da una cucina e da un’unica ampia stanza in cui si trovano quattro letti. All’esterno è presente una roulotte. Le utenze non sono attive: l’elettricità è sostituita da luci a led alimentate da batterie, la cucina dispone di un caminetto e il riscaldamento è garantito da una stufa collegata a una bombola di gas. L’acqua viene prelevata da una fonte vicina. Secondo il legale, queste condizioni – considerate inadeguate – hanno pesato in modo decisivo nella decisione del Tribunale di trasferire i tre fratellini in una casa famiglia. Per rispondere alle richieste dell’autorità giudiziaria e migliorare le condizioni di vita dei minori, la famiglia ha incaricato un ingegnere di redigere un progetto di ristrutturazione dell’immobile. Il piano prevede:

la realizzazione di un bagno,

la costruzione di una nuova stanza da letto destinata ai bambini,

un sistema di fitodepurazione per il trattamento delle acque reflue.

Il progetto, spiega l’avvocato Angelucci, era già stato concordato con il Comune di Palmoli, ma inizialmente doveva essere completato nell’arco di tre anni. Ora, alla luce della vicenda e dell’urgenza di riavere i figli a casa, la famiglia cercherà di realizzare le opere in tempi molto più brevi.

Fitodepurazione: una scelta ecologica e legale

Il bagno sarà collegato a un sistema di fitodepurazione: un metodo naturale che utilizza piante – come canne e bambù – e microrganismi presenti nelle radici per filtrare e purificare le acque reflue. I bacini saranno impermeabilizzati e riempiti di ghiaia, nel rispetto delle normative italiane ed europee.
Si tratta di impianti sostenibili, spesso finanziati anche da fondi comunitari, e particolarmente adatti alle zone rurali prive di rete fognaria.

“Non è un rudere”: l’attestato di idoneità statica

Uno dei punti più contestati dalla difesa riguarda la presunta instabilità della casa. Nel rapporto dei carabinieri si parla infatti di un edificio fatiscente e situato in una zona a rischio sismico. la relazione tecnica è stata completata a novembre, il giorno dopo la firma del provvedimento che ha disposto l’allontanamento dei minori. Il sindaco di Palmoli aveva offerto un contributo economico di 4.000 euro per la costruzione di un pozzo nero. I genitori avrebbero però rifiutato, spiegando di non voler vivere “a spese dello Stato” e chiedendo che quei fondi fossero destinati a famiglie più bisognose. L’intenzione, ribadisce l’avvocato, è di sostenere autonomamente tutti i costi della ristrutturazione.

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