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Crans-Montana, arresto confermato per il gestore del bar della strage: Moretti resta in carcere per rischio fuga

Il Tribunale del Cantone Vallese ha convalidato l’arresto di Jacques Moretti, titolare del bar Le Constellation di Crans-Montana, teatro della strage di Capodanno costata la vita a 40 persone, molte delle quali giovanissime. La decisione dei giudici svizzeri prevede una custodia cautelare iniziale di tre mesi, motivata dal concreto pericolo di fuga.

In una nota ufficiale, il Tribunale ha chiarito che la detenzione preventiva non ha carattere punitivo, ma è finalizzata esclusivamente a garantire il corretto svolgimento delle indagini. Moretti, precisano i giudici, deve essere considerato innocente fino a un’eventuale sentenza di condanna. La carcerazione è stata disposta come “ultima ratio”, dopo dieci giorni di valutazioni, proprio perché riservata a casi eccezionali.

Secondo quanto spiegato dal Tribunale, la custodia cautelare potrebbe essere revocata anche a breve, qualora venisse concessa una cauzione adeguata. Tuttavia, in questa fase, “l’esigenza di un’indagine attenta e approfondita” prevale sulla libertà personale dell’indagato.

L’avvocato di Moretti, Patrick Michod, ha commentato positivamente la decisione ai microfoni di Brmtv: “Si tratta di una decisione favorevole per il mio cliente. È coerente e giuridicamente valida e dovrebbe consentirgli di essere rilasciato entro pochi giorni”.

Di diverso avviso Sébastien Fanti, legale che rappresenta le vittime della tragedia, che parla di una vittoria solo parziale: “Non possiamo essere che molto parzialmente soddisfatti della custodia cautelare, per il momento, del solo gestore”. Fanti ha riportato all’Ansa le parole di un padre che ha perso il figlio nell’incendio: “È morto come in guerra, quindi d’ora in poi è guerra”.

L’arresto preventivo di Jacques Moretti era stato disposto il 9 novembre, al termine di un lungo interrogatorio durato sei ore e mezza, che ha coinvolto separatamente lui e la moglie Jessica. Al termine dell’audizione, Jacques è stato condotto in carcere, mentre a Jessica Moretti è stato applicato il braccialetto elettronico con obbligo di domiciliari.

Entrambi risultano iscritti nel registro degli indagati per omicidio colposo, incendio colposo e lesioni colpose. Tuttavia, al termine delle indagini, il quadro accusatorio potrebbe aggravarsi. Nelle ultime ore, infatti, anche le autorità giudiziarie di Roma, Parigi e Bruxelles hanno aperto propri fascicoli d’inchiesta e stanno raccogliendo nuovi elementi.

In Italia, la Procura di Roma ha disposto le autopsie sulle vittime italiane, ragazzi tra i 15 e i 17 anni, un accertamento che la Procura cantonale svizzera aveva ritenuto non necessario. Gli esami autoptici potrebbero però fornire nuovi elementi utili alle indagini internazionali.

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