Bordighera, giovedì i funerali della piccola Beatrice: la madre potrà partecipare alla cerimonia
Si svolgeranno giovedì 13 agosto, alle ore 16, nella chiesa di Terrasanta a Bordighera, i funerali della bambina di due anni morta lo scorso 9 febbraio. Il nulla osta è arrivato dalla Procura di Imperia al termine dell’autopsia e degli ulteriori accertamenti disposti sul corpo della piccola.
Alla cerimonia dovrebbe partecipare anche la madre, attualmente detenuta con l’accusa di maltrattamenti aggravati dalla morte della figlia. Il giudice per le indagini preliminari le ha concesso un permesso temporaneo per lasciare il carcere e assistere al rito funebre.
In chiesa sarà presente anche il padre biologico della bambina, a sua volta detenuto per altri reati. Considerata la partecipazione prevista e la delicatezza della situazione, nelle prossime ore dovrebbe tenersi una riunione in Prefettura per predisporre le necessarie misure di sicurezza e garantire il regolare svolgimento della cerimonia.
I risultati degli accertamenti medico-legali
Prima di autorizzare i funerali, la Procura aveva disposto un supplemento di perizia, affidato al professor Francesco Ventura, già incaricato dell’autopsia. Tra gli approfondimenti effettuati figura anche l’analisi di un campione di capelli della bambina.
Secondo quanto emerso dagli accertamenti medico-legali, la piccola sarebbe morta in seguito a un grave trauma cranico provocato da un colpo violento, che avrebbe causato un’emorragia cerebrale.
Nel suo organismo sarebbero state inoltre rilevate tracce di nicotina non riconducibili alla semplice esposizione al fumo passivo. Gli investigatori ipotizzano che la bambina fosse stata esposta direttamente alle sigarette, con conseguenze anche sul suo apparato respiratorio.
Il medico legale avrebbe riscontrato anche segni compatibili con una condizione di malnutrizione e, in particolare, con una steatosi epatica associata a una grave carenza di proteine o a periodi prolungati di digiuno. Si tratta, tuttavia, di elementi che dovranno essere esaminati e accertati nelle successive fasi del procedimento giudiziario.
Le ultime ore della bambina
Le indagini, coordinate dalla Procura di Imperia e affidate ai carabinieri, stanno cercando di ricostruire quanto accaduto nella notte tra l’8 e il 9 febbraio. In quelle ore la bambina si trovava insieme alla madre e alle due sorelle nell’abitazione del compagno della donna, a Perinaldo, in provincia di Imperia.
Secondo l’ipotesi investigativa, la mattina seguente la madre avrebbe caricato in automobile la piccola, che sarebbe stata già priva di vita, insieme alle altre due figlie. Una volta raggiunta la propria abitazione di Bordighera, avrebbe chiamato il 118.
All’arrivo dei sanitari non sarebbe stato possibile fare altro che constatare il decesso. Gli investigatori stanno inoltre verificando se una richiesta tempestiva di soccorso avrebbe potuto salvare la bambina. Le sorelle, di sette e nove anni, avrebbero chiesto agli adulti di chiamare aiuto, ma la telefonata non sarebbe stata effettuata in tempo.
L’inchiesta della Procura
Per gli inquirenti, la bambina sarebbe stata vittima di ripetuti episodi di violenza e maltrattamento. In carcere si trovano la madre e il suo compagno, entrambi accusati di maltrattamenti aggravati dalla morte della minore.
Le persone coinvolte potranno far valere le proprie ragioni nelle sedi competenti e ogni responsabilità dovrà essere definitivamente accertata nel corso del procedimento giudiziario, nel rispetto del principio di presunzione d’innocenza.
Dopo sei mesi di indagini e accertamenti medico-legali, giovedì la comunità di Bordighera potrà dare l’ultimo saluto alla piccola Beatrice.
Alla cerimonia dovrebbe partecipare anche la madre, attualmente detenuta con l’accusa di maltrattamenti aggravati dalla morte della figlia. Il giudice per le indagini preliminari le ha concesso un permesso temporaneo per lasciare il carcere e assistere al rito funebre.
In chiesa sarà presente anche il padre biologico della bambina, a sua volta detenuto per altri reati. Considerata la partecipazione prevista e la delicatezza della situazione, nelle prossime ore dovrebbe tenersi una riunione in Prefettura per predisporre le necessarie misure di sicurezza e garantire il regolare svolgimento della cerimonia.
I risultati degli accertamenti medico-legali
Prima di autorizzare i funerali, la Procura aveva disposto un supplemento di perizia, affidato al professor Francesco Ventura, già incaricato dell’autopsia. Tra gli approfondimenti effettuati figura anche l’analisi di un campione di capelli della bambina.
Secondo quanto emerso dagli accertamenti medico-legali, la piccola sarebbe morta in seguito a un grave trauma cranico provocato da un colpo violento, che avrebbe causato un’emorragia cerebrale.
Nel suo organismo sarebbero state inoltre rilevate tracce di nicotina non riconducibili alla semplice esposizione al fumo passivo. Gli investigatori ipotizzano che la bambina fosse stata esposta direttamente alle sigarette, con conseguenze anche sul suo apparato respiratorio.
Il medico legale avrebbe riscontrato anche segni compatibili con una condizione di malnutrizione e, in particolare, con una steatosi epatica associata a una grave carenza di proteine o a periodi prolungati di digiuno. Si tratta, tuttavia, di elementi che dovranno essere esaminati e accertati nelle successive fasi del procedimento giudiziario.
Le ultime ore della bambina
Le indagini, coordinate dalla Procura di Imperia e affidate ai carabinieri, stanno cercando di ricostruire quanto accaduto nella notte tra l’8 e il 9 febbraio. In quelle ore la bambina si trovava insieme alla madre e alle due sorelle nell’abitazione del compagno della donna, a Perinaldo, in provincia di Imperia.
Secondo l’ipotesi investigativa, la mattina seguente la madre avrebbe caricato in automobile la piccola, che sarebbe stata già priva di vita, insieme alle altre due figlie. Una volta raggiunta la propria abitazione di Bordighera, avrebbe chiamato il 118.
All’arrivo dei sanitari non sarebbe stato possibile fare altro che constatare il decesso. Gli investigatori stanno inoltre verificando se una richiesta tempestiva di soccorso avrebbe potuto salvare la bambina. Le sorelle, di sette e nove anni, avrebbero chiesto agli adulti di chiamare aiuto, ma la telefonata non sarebbe stata effettuata in tempo.
L’inchiesta della Procura
Per gli inquirenti, la bambina sarebbe stata vittima di ripetuti episodi di violenza e maltrattamento. In carcere si trovano la madre e il suo compagno, entrambi accusati di maltrattamenti aggravati dalla morte della minore.
Le persone coinvolte potranno far valere le proprie ragioni nelle sedi competenti e ogni responsabilità dovrà essere definitivamente accertata nel corso del procedimento giudiziario, nel rispetto del principio di presunzione d’innocenza.
Dopo sei mesi di indagini e accertamenti medico-legali, giovedì la comunità di Bordighera potrà dare l’ultimo saluto alla piccola Beatrice.

