Appello di Obama alla nazione: “Senza il voto dei repubblicani si rischia il default”
NEW YORK (di Roberta Aruta) – Obama si rivolge alla nazione e chiede agli americani di fare pressione sul Congresso per raggiungere un compromesso sul piano di risanamento del debito e del deficit. A rischio ci sono migliaia di posti lavoro: senza una soluzione si “rischia una profonda crisi economica causata interamente da Washington”. Obama è fiducioso, ma i repubblicani non cedono. Mancano sette giorni alla scadenza del 2 agosto, termine ultimo per l’approvazione del piano di riduzione, e non sembra esserci condivisione di interessi tra le due fazioni politiche, anche se alcuni osservatori ritengono che al di là delle dichiarazioni pubbliche le parti siano in realtà più vicine di quanto non appaia. Il Presidente della Camera Bonher, inizialmente favorevole all’innalzamento del tetto del debito per consentire al Tesoro di rifinanziarsi, anche se solo per pochi mesi, è stato bloccato dai veti dei fanatici ultra conservatori del Tea Party, quei parlamentari della destra estrema che hanno promesso ai propri elettori di non aumentare di un centesimo le tasse. Ogni speranza di raggiungere un compromesso a breve è stata poi spazzata via dal discorso dello stesso Bonher che ha rilanciato il suo piano fatto di soli tagli alle spese, con in più l’emendamento costituzionale che impone il pareggio di bilancio. Obama ha già manifestato la sua intenzione di porre il veto qualora il piano Bonher dovesse arrivare sulla scrivania presidenziale, senza lasciar trapelare nulla sulle prossime mosse da adottare in vista del fatidico 2 agosto.

