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I Consigli della 2° Municipalità di Napoli, si inizia col bilancio

Palazzo S. Giacomo

NAPOLI (di Daniela Sasso) – Si è tenuto lo scorso venerdì il terzo Consiglio della 2° neo Municipalità cittadina, presieduta da Francesco Chirico. Tra le più attive della città e rispondente alla necessità – sancita da de Magistris sin dai tempi della sua campagna elettorale – di una strategia politica e di una linea di condotta pubblica che fosse chiara, trasparente e partecipativa, com’è dimostrato, attualmente, anche dalla creazione della pagina Facebook http://www.facebook.com/pages/Municipalit%C3%A0-2-di-Napoli/186504931408117 .

Proviamo a fare il punto della situazione su Napoli, attraverso i quartieri Avvocata, Montecalvario, San Giuseppe, Porto, Pendino e Mercato – ricadenti in tale Municipalità – a quasi due mesi di distanza dall’elezione della nuova Amministrazione comunale.

 

Durante il primo Consiglio, la 2° Municipalità si è favorevolmente espressa in merito alla programmazione del bilancio del 2011. Il Comune, infatti, ha presentato una manovra per scongiurare il dissesto finanziario ereditato dalla precedente Amministrazione cittadina: un gap da 140milioni di euro.

Tale manovra, tuttavia, non appare destinata a toccare le tasche dei contribuenti, interessando invece la politica e la burocrazia, con tagli alle spese (auto blu e staff amministrativo) ed accorpando le tre partecipate del Comune di Napoli – Anm, MetroNapoli e Napolipark – in un’unica società.

Alle Municipalità, inoltre, è stato chiesto un sacrificio di un milione di euro in tagli alle opere di manutenzione ordinaria, fino al 31 dicembre. Tuttavia, da settembre, Realfonzo, assessore al bilancio del Comune, varerà una manovra correttiva di assestamento.

Nel corso del secondo Consiglio municipale, il delegato dell’Assessorato alla mobilità del Comune di Napoli ha presentato il nuovo piano per le zone a traffico limitato del centro storico, finalizzato alla riqualificazione e al rilancio della città, per poterla restituire ai cittadini e ai turisti, riducendo l’uso delle auto ed i notevoli livelli di inquinamento atmosferico ad esse collegato.

La 2° Municipalità ha approvato tale piano e suggerito anche dei miglioramenti, quali l’incremento dei dispositivi di illuminazione stradale lungo i Decumani, un servizio di bike sharing, servizi di parcheggio nella zona Porto, dotati di autobus elettrici per consentire gli spostamenti – tanto dei cittadini quanto dei turisti – all’interno della città, l’apertura della metro fino alle ore 2.00 dal giovedì alla domenica e fino a mezzanotte gli altri giorni infrasettimanali.

Nel terzo Consiglio municipale, tenutosi pochi giorni fa, si è discusso del tema sicuramente più attuale e sentito dalla popolazione, non soltanto quella dei quartieri appartenenti alla 2° Municipalità, ma dalla città tutta: l’emergenza rifiuti.

Si è cercato di individuare possibili soluzioni, fornendo alcune proposte a riguardo. Innanzitutto, l’attenzione si è focalizzata sulla Lavajet, subappaltatrice dell’Asìa, la quale, coi numerosi scioperi messi in atto dai suoi operatori, ha letteralmente paralizzato il centro storico, sommergendolo dai rifiuti. È stata, quindi, chiesta l’interruzione anticipata del contratto con questa società – che dovrebbe naturalmente scadere il 31 dicembre – oltre all’avvio, in tempi brevi, della raccolta differenziata porta a porta, almeno nelle zone più “esposte”, quali Mercato e Quartieri Spagnoli, nonché l’aumento del numero di campane per la raccolta differenziata per le strade del centro storico.

La Municipalità ha riconosciuto al sindaco de Magistris grande serietà ed impegno nella gestione di questo grave ed annoso problema, attraverso la presentazione di un piano dei rifiuti virtuoso che, comunque, necessita di tempi tecnici adeguati per poter entrare a pieno regime e dare i suoi frutti. Enormi ostacoli continuano a sussistere sia da parte di chi, per (ormai) evidenti interessi economici, vuole che la situazione a Napoli e Provincia resti – e, anzi, sprofondi – nello stato di emergenza totale, sia da parte del Governo nazionale, il quale ha approvato un intervento sulla base di un decreto legge definito dallo stesso Capo dello Stato: “Non rispondente alle attese né tantomeno risolutivo”, in una condizione di emergenza tanto forte.

http://www.governo.it/Governo/Provvedimenti/dettaglio.asp?d=64175&pg=1%2C2055%2C3747&pg_c=1

 

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