Notizie dall'Italia e dal mondo

Primo Piano

La protesta di via Brin “No alla mini-discarica”

NAPOLI (di Cristina Zagaria) – Doveva essere pronto entro la fine di questa settimana. Non lo è. Doveva essere liberato dagli immigrati, che invece sono ancora lì. Ancora in alto mare il sito di trasferenza individuato dal Comune in via Brin. Tra le proteste dei residenti e un ordine del giorno votato dalla IV Municipalità che dà «parere negativo» alla realizzazione del sito.

Partiamo proprio dal capannone dell’ex autoparco comunale. All’ingresso di presidio due auto della polizia municipale. Nel cortile stenditoi di plastica in fila, con jeans e magliette ad asciugare. All’interno, dietro coperte, teli, grandi tabelloni pubblicitari, decine di nordafricani, che dormono, mangiano, vivono in condizioni vicine a quelle di una stalla. Non ci sono bagni (almeno a vista) ma c’è chi si arrampica sul tetto per montare un’antenna parabolica. «Sì, ci dovevano trasferire — racconta uno — ma ci sono stati dei problemi. Noi vogliamo rimanere qui». Sono una trentina, ma molti sono al lavoro. Altri si sono già trasferiti nei giardini davanti all’ex Manifattura Tabacchi con tavolini, sedie e materassi.

Nel capannone nessun inizio di lavori. Il pavimento è in buono stato, ma manca l’impianto antincendio e manca un sistema di raccolta del percolato, diviso da quello fognario dove al momento confluisce l’acqua piovana. Ci sono lavori consistenti da fare, anche perché ci sono precise prescrizioni dell’Arpac.

E intanto ieri in consiglio di Municipalità la maggioranza di centrodestra ha firmato (mentre i consiglieri della minoranza hanno abbandonato l’aula) un ordine del giorno (non vincolante) con parere negativo sul sito. «C’è un’emergenza e capiamo le decisioni rapide — interviene il presidente della Municipalità, Armando Coppola — Ma se il sito verrà realizzato noi vigileremo che sia a norma e lo faremo con l’aiuto del Noe e dell’Asl, i cittadini faranno sentire la propria voce».

Molti residenti in zona non sanno niente del nuovo sito. Altri sì e sono pronti ad alzare le barricate. Giovanni ha una officina al civico 54 di via Brin: «Parlano di un via vai di cento camion a notte, diventerà un’autostrada della munnezza, per non parlare poi delle colonie di gabbiani e topi. Sono pronto a tutto per difendere la mia salute». E un’altra cittadina, Maria Racca: «Sono pazzi a fare una discarica a ridosso delle palazzine». A prendere a cuore la situazione Rosario Arino, consigliere di Forza del sud socialisti liberali, ma soprattutto residente da sempre in zona: «Ci sono tanti uffici e palazzine appena ristrutturate. Se realizzano qui il sito di trasferenza l’area morirà. Non ce lo meritiamo». E Alessandro Gallo, della stessa lista: «Vogliono mettere una bomba ecologica. Siamo periferia, ma non siamo cittadini di serie B». «È una beffa — interviene Antonio — Proprio di fronte al sito di via Brin stanno costruendo un centro commerciale, così non lo finiranno mai e ci lasceranno solo la munnezza e ruderi post industriali». Di fronte al capannone ancora pieno di immigrati si erge il cantiere del centro commerciale in costruzione con un cartello: “Brin, il futuro di Napoli, nel nuovo centro della città”. (Repubblica)

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.