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La giunta replica a Ranieri: “Mediocri? Ci lasci lavorare”

Giunta del Comune di Napoli

NAPOLI – “Sì, siamo mediocri, se significa rappresentare i napoletani medi o stare nel mezzo tra i politici elitari e i populisti. Ma prima di dare giudizi fateci lavorare”. Compatta la giunta di Palazzo San Giacomo risponde a Umberto Ranieri, presidente della Fondazione Mezzogiorno Europa, secondo cui “sarebbe stato possibile nella formazione della giunta fare qualcosa di più per evitare che a prevalere fosse una sorta di mediocrità”. Dopo la reazione dell’assessore alla Legalità, Giuseppe Narducci (che bolla le parole di Ranieri come “supponenti e arroganti”) gli assessori “mediocri” rispondono al dirigente del Pd.

“Il Pd dedichi meno tempo ai dibattiti estivi e si preoccupi magari di avanzare proposte costruttive”, invita l’assessore alle Politiche Sociali, Sergio D’Angelo. “Se parto da una posizione di mediocrità già sono contento, visto che quello che c’era prima si avvicina al disastro  –  sorride Marco Esposito, assessore al Lavoro  –  Devo ancora dimostrare quello che posso fare. Nel frattempo va bene l’attenzione critica, da parte di tutti, figuriamoci quella di Ranieri che per altro come presidente della Fondazione Mezzogiorno Europa può darci una mano da una posizione di tutto per rispetto. Poi se si intende “medi”, come napoletani medi è quasi un complimento, perché sono orgoglioso di rappresentare la napoletanità”.

Dura Giuseppina Tommasielli, assessore allo Sport: “È un giudizio inaccettabile. Qui vedo solo gente che lavora 1218 ore al giorno. Vedo una casa comunale ipertattiva e finalmente piena di cittadini”. E a proposito del contatto con i cittadini, il sindaco Luigi de Magistris annuncia incontri periodici aperti ai cittadini, “ogni mercoledì, dalle 14,30 alle 16,30, a Palazzo San Giacomo” (sul sito del Comune il modulo per richiedere l’appuntamento).

Per Annamaria Palmieri, assessore alla Scuola: “Se per mediocritas si intende ciò che si colloca nel mezzo tra concezione elitaria della classe politica e il populismo degli ultimi vent’anni, ben venga, anzi sia aurea mediocritas. Se invece si intende assenza di visione politica non c’è nulla di più falso e mi dispiace che questo giudizio venga proprio da un uomo come Ranieri, che dovrebbe credere nel cambiamento”. “Ranieri è un dirigente serio ed equilibrato, perciò reputo la valutazione superficiale e ingenerosa. Il Pd piuttosto dovrebbe interrogarsi in maniera rigorosa sulla disfatta elettorale e promuovere un ricambio nelle classi dirigenti del suo partito”, aggiunge Bernardino Tuccillo, assessore al Patrimonio.

Deciso anche Alberto Lucarelli, assessore ai Beni Comuni: “Mi stupisce questa caduta di stile e di metodo di Ranieri, ma forse per la prima volta la classe politica non è stata pescata dai canali classici e chi è cresciuto sempre all’interno del sistema dei partiti non comprende che esiste una soggettività politica al di fuori. Questa alterità porta a giudizi sommari”. E domani, dalle 18.30 alle 20.30 all’hotel Majestic, Umberto Ranieri interviene a un incontro sulla rifondazione del Pd e per avanzare proposte alla giunta de Magistris. (Repubblica)

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