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(Il video) “Mafie in pentola” e menù della legalità al Mav di Ercolano

Alcuni momenti dello spettacolo teatrale

NAPOLI (di Daniela Sasso) – Al Mav di Ercolano, Giuseppe Scognamiglio, coordinatore dell’ emittente web anticamorra Radio Siani, ha introdotto “Mafie in pentola”, progetto teatrale, a cura di Tiziana di Masi e Andrea Guolo, finanziato da Coop Adriatica e sostenuto da Libera-Associazione.

“Se riusciamo a stare tutti quanti insieme su un obiettivo comune, allora, soltanto in questo modo, si possono affrontare e sconfiggere le illegalità e le ingiustizie, provando a costruire un futuro che sia migliore, per noi stessi e per le generazioni che verranno, alle quali lasceremo una terra fertile, invece di una terra avvelenata”.

Prende, quindi, il via lo spettacolo che vede per protagonista unica Tiziana di Masi, attrice campana trasferitasi a Bologna. Porta in scena, in maniera molto sentita e coinvolgente, un tema di estrema importanza ed attualità, una sorta di “cucina della legalità”: tantissimi sono i territori – non soltanto al Sud Italia, ma anche al Centro e al Settentrione – sottratti alla camorra e alla criminalità organizzata, i quali, grazie ad una legge approvata in Parlamento, sono stati destinati ad un utilizzo socialmente utile e condiviso, divenendo roccaforti di legalità e di cucina sana e giusta.

La scenografia: una tavola imbandita ed illuminata da candele, alla quale la protagonista fa accomodare cinque commensali improvvisati, scelti a caso tra la platea degli spettatori. Il cibo servito: esclusivamente costituito da prodotti di agricoltura biologica coltivati proprio in quelle terre confiscate alla camorra. Un pasto ricco e completo, dall’ antipasto al digestivo.

“Questa sera, prima di iniziare a mangiare, vorrei che imparassimo qualcosa di nuovo: che quando si mangia bisogna sempre pensare a quello che si mangia, che il tempo è una risorsa limitata – come il denaro – e, quindi, va impiegato bene, che il nostro Parlamento – qualche volta – approva delle leggi buone e giuste, come quella che ha dato il via alla produzione di questi cibi, perché arrivano dai terreni confiscati alle mafie”.

Si tratta della Legge n. 109/1996, che fu approvata dopo la raccolta di un milione di firme da parte di un’ Associazione chiamata Libera. Grazie a questa legge, i terreni confiscati ai mafiosi sono stati destinati ad uso sociale. Su quei terreni sono sorte delle cooperative, le quali producono cibi esclusivamente da agricoltura biologica.

Tiziana di Masi ha visitato, in giro per l’ Italia, queste cooperative, raccogliendo storie e testimonianze su chi coltiva cosa e come.

 

Il Video

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