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Il cambiamento possibile

NAPOLI (di Attilio Iannuzzo) – L’acqua resta pubblica, il nucleare non ci sarà, il Presidente del Consiglio sarà costretto a farsi processare senza se e senza ma. L’Italia perbene,  dotata di senso civico, rispettosa di un diritto-dovere, quello del voto, si è recata alle urne, dando il segnale che la democrazia ha valore, un senso. Va attestandosi oltre ogni aspettativa l’affluenza alle urne per i quattro referendum. Poco senso hanno le parole di Daniele Capezzone del Pdl: “Gli italiani – ha affermato – hanno votato su alcune precise questioni, e non erano certo chiamati a pronunciarsi pro o contro il governo”. Questo è anche un voto contro il governo. Non c’è più motivo di andare avanti. Questa classe dirigente ha tradito le aspettative di chi li ha votati, ha rafforzato le convinzioni di chi non li ha votati. E’ ora di voltare pagina.

La grande partecipazione popolare ai referendum dimostra la volontà degli italiani di tornare ad essere protagonisti: è ormai chiaro che la maggioranza e il governo sono incapaci di percepire anche minimamente le esigenze degli italiani.

Il SI ai referendum rappresenta un NO a questo governo. E’ tempo che Berlusconi ne prenda atto. Minimizzare, come ha fatto dopo le amministrative, sarebbe irresponsabile e dannoso per gli interessi nazionali.

 

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