Caldoro: l’inceneritore? Si farà, eccome

NAPOLI (di Angelo Agrippa) — Stefano Caldoro accende una sigaretta, resta in piedi nella sua stanza a palazzo Santa Lucia e comincia a puntellare i suoi commenti. «Finita la forza propulsiva di Berlusconi? L’analisi del voto non può prescindere dal contesto europeo: Zapatero va a casa ad appena 50 anni; la Merkel è calata di 6 punti percentuali e Sarkozy è superato dalla Le Pen nei sondaggi. Persino Obama ha perso le elezioni di medio termine. Certo, in questo contesto, anche l’appeal di Berlusconi è scemato. È stato lui ad ammettere la sconfitta. Ma è un fenomeno che colpisce chi governa in questo momento» . Poi, consegna il primo messaggio al neo-eletto sindaco di Napoli, Luigi de Magistris: «Lui dice che ha scassato. Appena l’ho sentito pronunciare questa espressione ho avvertito tutta la nostra diversità. Noi siamo abituati a costruire, lui a scassare» .
Caldoro, quindi il termovalorizzatore di Napoli sarà costruito?
«Certo che costruiremo il termovalorizzatore di Napoli est. La gara c’è già. Esiste una legge nazionale. Esiste già l’intesa istituzionale tra Comune e Provincia di Napoli. I suoli sono di proprietà regionale» .
Dunque, de Magistris non c’entra?
«Lui può soltanto auspicare di aprire un dialogo sulla questione, ma senza pensare di ottenere risultati diversi da quelli che stiamo perseguendo. D’altronde, non vi sono proposte diverse. Il sindaco di Napoli non ha alcuna competenza: l’impiantistica finale del ciclo di smaltimento spetta alla Provincia di Napoli. Lui deve garantire esclusivamente la raccolta differenziata, come si fa in altre realtà, come ad Afragola e a Portici. Anche il suo obiettivo di arrivare quasi al 70 per cento è un’utopia: Firenze per giungere al 48%di differenziata ci ha impiegato quattro anni. Ritengo sia più alla nostra portata migliorare del 10 o del 15%ogni anno» .
Ripartiamo dalla sconfitta del centrodestra. Di chi è la responsabilità?
«Con appena il 46%di voti validi si può solo dire che la gran parte del nostro elettorato non si è recata alle urne. Napoli, quando è colpita da una scossa come questa, frana. Qui manca una società stratificata in grado di contenere gli smottamenti come accade in altre città. Da non trascurare il dato del Vomero: qui De Luca ha vinto su di me che sono di quel quartiere. Un quartiere che è stato monarchico, almirantiano, poi a favore di Valenzi e oggi ha votato compatto de Magistris» .
Quindi?
«C’è stato un voto contro che è stato agganciato da de Magistris, interprete del voto contro tutto e tutti, come ama ripetere lui. Grazie questa sua mossa, ha fatto tre vittime: Bassolino, Iervolino e Cosentino. Senza considerare che i primi due sono ampiamente rappresentati, politicamente, dalla filiera di partiti che l’ha sostenuto. E Bassolino è diventato il capro espiatorio: ma anche qui, le responsabilità sono politiche, non personali» .
Scusi, ma non doveva essere il candidato del centrodestra a interpretare l’istanza di discontinuità rispetto al ciclo del centrosinistra?
«Lettieri non si è risparmiato. Forse è stato troppo ottimista: pensava di farcela al primo turno. Ma non poteva scassare. Uno come lui che è stato il leader degli industriali non poteva rappresentare il voto contro» .
Berlusconi ha detto: la Carfagna poteva vincere, ma se l’avessi candidata sarebbe stato come consegnarla alla camorra. Cosa ha voluto dire?
«Dice ciò che ho sempre pensato. Che Mara sarebbe stata la candidata giusta per vincere. Ma Berlusconi ha voluto proteggerla, l’ha ritenuta inesperta per una città con tanti problemi» .
Ma quell’espressione ‘‘ l’avrei consegnata alla camorra’’ è forte. Sembra un’ingiuria scagliata come una pietra contro la città.
«Non è così. Il presidente ha voluto solo dire che Carfagna non era pronta per la trincea» .
Lei invoca un’azione forte dal governo. Cosa vuol dire?
«Il nostro elettorato esige una risposta. Un’accelerazione dell’azione di governo. A partire dal Piano per il Sud: firmeremo a giorni un’intesa istituzionale con il ministero dell’economia che vedrà la Campania prima regione a sperimentare una manovra no tax area per l’edilizia penitenziaria, quella sanitaria ex articolo 20 e ho chiesto di sostenere il rilancio dei distretti turistici e industriali, a partire da Alenia, Pomigliano e Fincantieri» .
Alcuni dirigenti nazionali del Pdl le hanno contestato, in campagna elettorale, di non essere stato particolarmente presente accanto a Lettieri.
«Non credo che il risultato sia da imputare alla mia condotta. Non esistono responsabilità dei singoli in questa sconfitta. Avremmo vinto, come è accaduto sempre, se il polo moderato fosse stato unito» .
Lei aveva anche invocato, un anno fa, il rinnovamento della classe dirigente del Pdl. Iapicca ha accusato Cosentino e Taglialatela. È d’accordo?
«Non sono d’accordo con Iapicca. Taglialatela si è concesso due giorni di vacanza tra il primo e il secondo turno? Si suggerisce persino ai candidati di riposarsi un paio di giorni prima del ballottaggio, cosa c’è di male? Per quanto riguarda il rinnovamento, poi, è più agevole farlo quando si vince, non se si perde. E dopo la vittoria alle Regionali sarebbe stato un segno importante. È stato un errore non provarci. Certo, il problema esiste. Ma se si dovesse procedere ora occorrerebbe la massima unità interna al partito. Del resto, io l’ho vissuto sulla mia pelle: preferii uscire di scena prima che tangentopoli travolgesse il mio partito e questo mi ha consentito, poi, di ritornare con maggiore vigore sulla scena politica» .
Adesso lei si troverà a affrontare anche il problema dell’alleanza con l’Udc. Cosa farà?
«Escludo il rimpasto di giunta. Io penso che occorra lavorare per rendere l’alleanza più omogenea. Con il ritorno dell’Ulivo di Prodi, il polo moderato non può che rinsaldarsi. Poi, certo, esiste il problema, ma a livello nazionale. Casini sbaglia quando dice di aver stretto un’intesa con me. No, l’ha stretta pure con Cesaro, Zinzi, Sibilia e Cirielli: con il 100%del Pdl campano. E poi, il nostro è stato un accordo programmatico, non personale» .
Ma il candidato del terzo polo, Pasquino, dell’Udc, è stato indicato da De Magistris come futuro presidente del consiglio comunale.
«Io credo che il presidente del consiglio spetti a chi vince. Poi, è giusto cercare intese istituzionali, ma siamo su ipotesi diverse. Pasquino dovrebbe accettare soltanto se votato all’unanimità» .
Secondo lei, farebbe bene de Magistris a chiedere una legge speciale per Napoli così come avrebbe voluto chiederla Lettieri?
«Sì, che poi significa risorse e procedure accelerate» .
Caldoro, lei esce rafforzato da questa competizione elettorale?
«Non credo, sarebbe stato meglio avere un’amministrazione comunale della stessa coalizione». (Corriere della Sera)
