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Assunzioni al Teatro Festival; la Miraglia sotto accusa

L'assessore regionale Caterina Miraglia

NAPOLI (di Bianca De Fazio) – Le assunzioni al Teatro Festival costano all’assessore regionale Caterina Miraglia, che da marzo è anche presidente della Fondazione Teatro Festival, le critiche dei politici del suo stesso schieramento. Persino dei suoi colleghi  in giunta: ieri Pasquale Sommese aveva ironizzato e criticato. Oggi il  presidente della Commissione Turismo della Regione, Massimo Ianniciello, ha lanciato una bordata: «È un errore politico procedere ad oltre venti assunzioni per nulla trasparenti per il Napoli Teatro Festival e peraltro a pochi giorni dalle amministrative».

Fuoco amico contro l’assessore. «Dissentiamo da quelle assunzioni» aggiunge Ianniciello. Anche perché tra i neoassunti spunta il nome di Francesco Bonaccorso, fraterno amico del figlio della Miraglia, Stanislao Lanzotti, candidato al consiglio comunale per il Pdl. L’imbarazzo, a Santa Lucia, è tale che la stessa Miraglia si rifiuta di parlare della vicenda. Tira diritto, non risponde alle domande. Si ferma solo per un’affermazione di principio: «Io sono una donna di diritto. Le soluzioni che adotto sono confacenti alla legalità». La sua risposta la affida, piuttosto, al sito web del Teatro Festival, sul quale fa pubblicare alcuni
dati sulla vecchia gestione della Fondazione. Il numero dei dipendenti, ad esempio: 5 a tempo indeterminato e 57 stagionali.

Mentre ora, alla luce della «drastica riduzione della spesa anche per quanto concerne il personale, si è strutturato un organico pari a 26 unità, oltre i 5 a tempo indeterminato». La riorganizzazione ha irrobustito, tra l’altro, l’ufficio legale (a che servono
stuoli di avvocati per realizzare un festival?) ed ha raddoppiato i dipendenti in amministrazione.

L’assessore Miraglia fa pubblicare online il report del Cda, per togliersi la pietra dalla scarpa: ecco quanto guadagnava il vecchio direttore artistico, Renato Quaglia, ed ecco quanto prende Luca De Fusco, che lo ha rimpiazzato. Il
primo aveva un compenso annuale di 200 mila euro (che è la cifra standard per i direttori di teatri), il secondo ne ha accettati 65 mila, più una percentuale sul box office, ma De Fusco percepisce, contemporaneamente, anche il compenso per la direzione del Mercadante. Il web riporta anche la cifra che la Fondazione aveva assegnato al suo ex presidente, Rachele Furfaro. Si tratta di 90 mila euro annui che però la Furfaro non ha mai percepito, per scelta: «Ho rifiutato ogni compenso del Teatro Festival – ha spiegato più volte – Il mio lavoro l’ho fatto a titolo gratuito». (Repubblica)

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