Ruolo chiave della Nato, c’è anche ok da Francia

PARIGI – La Francia è “favorevole” a un comando integrato della Nato “in sostegno alle forze della coalizione” presenti in Libia: lo ha detto all’ANSA il portavoce del ministero degli Esteri Bernard Valero. Alla domanda su quale fosse il significato del comunicato appena diffuso dall’Eliseo, secondo cui il presidente Sarkozy e il presidente Obama sono d’accordo sulle “modalità di utilizzo delle strutture di comando della Nato in sostegno della coalizione”, Valero ha risposto che ciò significa che “siamo d’accordo” per un “comando della Nato in sostegno alle forze della coalizione presenti in Libia”. Del resto, ha aggiunto, “é quello che abbiamo sempre detto, siamo nella coerenza”. Valero ha quindi sottolineato che a questo si aggiungerà il meccanismo di “pilotaggio politico” dei ministri degli Esteri della coalizione annunciato oggi dal capo della diplomazia francese, Alain Juppé.
GERMANIA SI RITIRA DA AZIONI NATO MEDITERRANEO – La Germania si ritira dalle operazioni Nato nel Mediterraneo. Lo scrive il settimanale tedesco Spiegel, nella sua versione on line. Un portavoce del ministro della Difesa ha infatti annunciato che le due fregate e le navi, con 550 soldati, verranno riportate al comando tedesco. I circa 60-70 soldati tedeschi, che finora si trovavano in una missione di sorveglianza della Nato nel Mediterraneo, verranno ritirati. La Germania si era astenuta, nella sede del Consiglio della Sicurezza dell’Onu, di fronte alla risoluzione sulla No fly zone.
USA,CI ASPETTIAMO MAGGIORE PARTECIPAZIONE ARABA – Gli Stati Uniti vedono possibile una “maggiore partecipazione araba” nei prossimi giorni per quanto riguarda le operazioni in Libia. Lo hanno detto fonti ufficiali Usa, che hanno chiesto di restare anonime.
Il presidente americano e il premier turco hanno concordato che i ‘contributi nazionali’ per l’attuazione della risoluzione Onu ‘sono resi possibili dalle capacità di controllo e dal comando unico e multinazionale della Nato’. Francia: no polemiche artificiali, possibile ‘pilotaggio politico’ operazioni. Il presidente della Repubblica: l’azione militare è prevista dalla carta Onu. Gheddafi bombarda Misurata: almeno 40 morti, quattro sono bambini. Il rimorchiatore italiano nel porto di Tripoli, stanno tutti bene. Precipitato caccia Usa, ribelli salvano pilota. Domani dibattito in Senato.
OBAMA, CON FRANCIA E GB PER RUOLO CHIAVE NATO – La Nato dovrebbe avere un ruolo chiave nell’attuare la no-fly zone sulla Libia. Lo ha detto la Casa Bianca dopo che il presidente Usa Obama si é consultato con Francia e Gran Bretagna. Obama, che ha chiamato al telefono il presidente francese Nicolas Sarkozy e il premier britannico David Cameron, auspica che il comando della seconda fase dell’operazione in Libia sia internazionale. Secondo la Casa Bianca, la Nato dovrà essere “parte di una struttura di comando internazionale una volta che gli Usa lasceranno” la guida, perché ci saranno paesi extra Nato, secondo quanto ha indicato il vice consigliere per la sicurezza nazionale della Casa Bianca Ben Rhodes, ai giornalisti in viaggio con Obama sull’AirForceOne. Il presidente Usa aveva in precedenza parlato con il premier turco Redep Tayyip Erdogan e l’emiro del Qatar, oltreché con i responsabili della sicurezza nazionale della Casa Bianca e dell’Amministrazione Usa. Rhodes ha spiegato che “continuiamo a credere che la Nato avrà un ruolo significativo da svolgere in termini di capacità unica dal punto di visto del comando e del controllo”. Con Sarkozy e Cameron, sempre secondo i giornalisti che hanno viaggiato con Obama, il presidente Usa “ha passato in rassegna i principali progressi fatti nell’arginare l’avanzata delle forze di (Muammar) Gheddafi su Bengasi, oltre a stabilire una no-fly zone”.
RASMUSSEN, COMANDO NATO PER EMBARGO NAVALE ARMI– Il segretario generale della Nato, Anders Fogh Rasmussen, ha confermato che la Nato ha ”deciso di lanciare un’operazione per imporre l’embargo sulle armi contro la Libia”. Il comando delle navi e degli aerei dell’Alleanza atlantica nel Mediterraneo centrale e’ affidato all’ammiraglio Stavridis. Rasmussen ha riferito che la Nato ha anche ”completato i piani per imporre una no-fly zone per portare il nostro contributo, se necessario al vasto sforzo internazionale per proteggere il popolo libico dalla violenza del regime di Gheddafi”.
OBAMA-ERDOGAN, AZIONE POSSIBILE CON COMANDO NATO – Il presidente americano Barack Obama e il premier turco Tayyip Erdogan hanno concordato che i “contributi nazionali” per l’attuazione della risoluzione 1973 sulla Libia “sono resi possibili dalle capacità di controllo e dal comando unico e multinazionale della Nato”. Lo ha reso noto la Casa Bianca.
TESTIMONI, IN SCONTRI A YEFREN ALMENO 9 MORTI – Almeno nove persone sono rimaste uccise nel territorio di Yefren, in Libia, municipalità a sudovest di Tripoli, durante “scontri violenti” fra i ribelli, che controllano la zona, e le forze del regime. Lo hanno riferito alcuni testimoni del luogo.
1/0 INCONTRO TRA INVIATO ONU E RIBELLI, A TOBRUK – L’inviato delle Nazioni Unite in Libia, Abdel Al Khatib, ha incontrato lunedì, per la prima volta, i leader dei ribelli che combattono il colonnello Muammar Gheddafi. L’incontro è avvenuto a Tobruk. Lo ha reso noto il servizio stampa del Palazzo di Vetro.
NAPOLITANO, COMANDO NATO SOLUZIONE APPROPRIATA – Il Presidente Napolitano ha ribadito ”l’esigenza imprescindibile sostenuta dall’Italia, in piena sintonia con Stati Uniti, Regno Unito ed altri alleati, di un comando unificato, osservando che la NATO rappresenta la soluzione di gran lunga più appropriata”. E’ quanto si legge nel comunicato del Quirinale sull’incontro avuto con la delegazione parlamentare americana guidata da Nancy Pelosi. Il Capo dello Stato, nell’auspicare il massimo di chiarezza, coerenza ed efficacia nello sviluppo dell’azione decisa verso la Libia, ha richiamato le conclusioni del Consiglio Supremo di Difesa dello scorso 9 marzo, ricordando che l’intervento in corso, al quale l’Italia partecipa a pieno titolo, si fonda sulle prescrizioni del capitolo VII della Carta delle Nazioni Unite volte a garantire risposte anche militari ad ogni violazione o minaccia per la pace e la sicurezza internazionale.
FRANCIA, RUOLO NATO? NO A POLEMICHE ARTIFICIALI – ”Non creiamo polemiche artificiali” sul ruolo della Nato in Libia. Lo ha detto nel corso di una conferenza stampa a Parigi la portavoce del ministero degli Esteri francese, Christine Fages. La Francia, ha ribadito, non esclude “un contributo” della Nato in Libia.
NATO, ACCORDO PER RISPETTO EMBARGO ARMI – La Nato fara’ rispettare l’embargo sulle armi alla Libia previsto dalla risoluzione 1973 del Consiglio di sicurezza dell’Onu. Un accordo in tal senso sarebbe stato raggiunto in sede di rappresentanti permanenti nel Consiglio Atlantico, riunito oggi nel quartier generale dell’Alleanza atlantica. Lo riferiscono fonti qualificate.
DIBATTITO AL SENATO DOMANI POMERIGGIO – Il dibattito sulla Libia in Senato si terra’ domani pomeriggio. Lo hanno detto il vicecapogruppo del Pd, Luigi Zanda, e il capogruppo del Pdl, Maurizio Gasparri, al termine della riunione dei capigruppo del Senato. Zanda riferisce che il governo ha dato la disponibilita’ per la presenza in aula del ministro Franco Frattini, ma il Pd chiede che a riferire sia direttamente il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi. Per questo, aggiunge Zanda, ”il voto sul calendario e’ rimasto in sospeso, se non viene Berlusconi votiamo contro”
FOTOGRAFO FRANCESE SCOMPARSO NELLA ZONA DI BENGASI – Stephane Lehr, un fotografo francese freelance che lavora per l’agenzia Polaris Images e che si trovava nella regione di Bengasi (est della Libia) non ha piu’ dato notizie da domenica pomeriggio. Lo ha annunciato Reporters sans Frontieres secondo la quale Lehr stava raggiungendo Bengasi con un’equipe della tv francese, e secondo un altro collega sul posto era diretto a Ajdabiya a sul della citta’ ribelle.
TRE GIORNALISTI OCCIDENTALI ARRESTATI DA LIBICI – Tre giornalisti occidentali sono stati arrestati dalle forze armate libiche. Lo ha reso noto il loro autista. Si tratta di due reporter dell’agenzia France Presse e un fotografo della Getty Images, fermati il 19 marzo nella zona di Tobruk. (Ansa)
