Frontiera Loreto mare: scoppia la rivolta di medici e infermieri

NAPOLI (di Melina Chiapparino) – È un’emergenza cronica quella che bersaglia l’ospedale Loreto Mare, dove le immagini che colpiscono all’interno di interi reparti ricordano gli scenari confusi e improvvisati degli ospedali da campo. Un crescendo di urgenze che ha raggiunto l’apice in questi giorni nelle surreali corsie-budello, dove medici e infermieri si destreggiano tra barelle e sedie sistemate lungo le pareti. Il caos esplode nel malcontento dei pazienti, ma anche nero su bianco in un documento sottoscritto dai camici bianchi che fronteggiano in prima linea «una situazione diventata insostenibile». Al terzo piano del nosocomio di via Vespucci, la divisione di medicina è al collasso, trasfigurata in una casba disordinata dove ognuno si arrangia come può. I degenti cercano di accaparrarsi il loro spazio tra le buste e le sedie portate da casa, improvvisando comodini e poltrone sistemati lungo i corridoi, molti si fanno portare coperte dai familiari per il freddo e tutti sono costretti a mangiare sulla propria barella senza alcun supporto tranne che il piccolo vassoio sistemato sul lettino traballante, tra flebo e bombole di ossigeno. Per gli anziani e i malati più gravi, la barella è un calvario che può durare anche settimane. Questo inferno, tamponato dal personale sanitario che si arrangia con soluzioni estemporanee per garantire un minimo di privacy e dignità agli ammalati più disagiati, è esploso in un documento ufficiale. Una denuncia inviata alla direzione sanitaria dell’ospedale, al primario della divisione di medicina e al commissario straordinario dell’Asl Napoli 1. Un gesto forte per informare le autorità sanitarie competenti sull’attuale situazione del reparto di medicina che vede ricoverati 18 pazienti in barella oltre ai 28 presenti regolarmente nei letti per un numero di 46 ammalati ad alta complessità. Malati, dunque, bisognosi di cure anche importanti e complesse che potrebbero essere compromesse dalla presenza di «soli tre dirigenti medici, totalmente insufficienti ad espletare l’attività regolare» si legge dal documento che sottolinea: «l’attività sarà limitata esclusivamente alla gestione delle urgenze, declinando ogni responsabilità dovuta alla situazione descritta». «Una situazione insostenibile che causa grave disagio psico-fisico al personale medico e infermieristico», conclude il documento sottoscritto dai camici bianchi quotidianamente in frontiera. (Il Mattino)
