Cassazione: il cane abbaia di notte, arresto per il padrone
Napoli – (di Italo Faruolo) – Arresto per i padroni di cani che, soprattutto la notte, non vietano al loro animale di abbaiare, disturbando il sonno delle persone. La colpa, dice la Cassazione con la sentenza 4706 del 09.02.2011, è ancora più grave per quei proprietari che, pur avendo più di un cane, non impediscono l’“effetto emulazione” per cui quando un animale comincia ad abbaiare gli altri gli vanno dietro. In questo modo, la Prima sezione penale ha confermato due mesi di arresto per il reato punito dall’art. 659 c.p. nei confronti di quattro condomini di Caltanissetta, colpevoli di non avere impedito gli strepiti notturni dei loro fedeli amici, con la conseguenza che la gente del palazzo non prendeva sonno. I quattro inquilini erano stati condannati a due mesi d’arresto ciascuno dalla Corte d’appello di Caltanissetta nel gennaio 2010. Inutile la difesa dei quattro in Cassazione volta a dimostrare che i giudici, nel condannarli, non avevano dimostrato quale dei cani per primo fosse partito ad abbaiare, creando la reazione a catena degli altri. Per la loro difesa la colpa e la condanna doveva ricadere solo sul proprietario del cane colpevole di aver scatenato il fastidioso coro, fatto che nei precedenti gradi di giudizio non era stato accertato; per questo chiedevano l’assoluzione. La Suprema corte, ha invece ritenuto del tutto ”irrilevante” questo tipo di approfondimento investigativo dichiarando inammissibile il ricorso e rilevando che “è evidente come il reato” che punisce il disturbo del riposo e delle occupazioni sia “collegato alla condotta arrecante disturbo a prescindere da chi ne fosse stata la causa iniziale, posto che il comportamento illecito è comune a tutti i proprietari degli animali i quali, per vero, pur consapevoli del fatto che solo uno dei loro cani abbaiava per primo di notte lasciavano che tutti gli altri, sollecitati dal primo, facessero altrettanto per emulazione”.
