Libia: scontri tra manifestanti e polizia sostenuta da attivisti pro-Gheddafi

MILANO – Scontri nella notte a Bengasi fra manifestanti da una parte, polizia e sostenitori del governo. Secondo Al Jazeera, che ha trasmesso immagini riprese al cellulare, i manifestanti sono stati attaccati da agenti in borghese su auto. Lo scrittore Mohammed El Mesmary ha dette che gli agenti in borghese hanno tentato di investire con le loro auto il corteo dei manifestanti. Ii familiari dei detenuti rimasti uccisi nel 1996 in una sparatoria nella prigione di Abu Slim a Tripoli, si sono radunati davanti a un commissariato di Bengasi per chiedere la liberazione del loro coordinatore, l’avvocato Fethi Tarbel, stando a quanto riportato dal quotidiano Al-Manara. Secondo Human Rights Watch, furono almeno 1.200 i prigionieri uccisi 15 anni fa dalle forze dell’ordine. Da anni le famiglie, di cui la maggior parte è originaria di Bengasi, non smettono di chiedere giustizia. Arrestato per motivi ancora non precisati, Tarbel è stato rilasciato su pressione delle famiglie, precisa il giornale Qurina, vicino al figlio di Gheddafi, Seif Al-Islam. Tuttavia, dopo il rilascio del legale, i familiari sono rimasti sul posto e altre persone si sono unite a loro, spingendo così le forze dell’ordine a disperderli con la forza, secondo il sito Libya al-Youm. Secondo questi siti, i dimostranti hanno scandito slogan contro il regime.
GHEDDAFI – In tutta la Libia, riferisce la tv di Stato, sono in corso raduni «spontanei» a sostegno di Gheddafi, mentre domani è in programma la «Giornata della rabbia», che già la scorsa settimana il rais ha cercato di soffocare. Il quotidiano online di opposizione Aldar, riporta che anche Gheddafi avrebbe intenzione di scendere in piazza giovedì.
RABBIA – Un gruppo di esponenti dell’opposizione libica all’estero ha chiesto ufficialmente al colonnello Gheddafi di dimettersi dalla carica di capo di Stato e di permettere l’avvio di una transizione verso la democrazia, riferisce il giornale al-Quds al-Arabi. Da giorni su Facebook circola l’appello di alcuni attivisti libici a organizzare la «prima giornata della collera in Libia» per protestare contro Gheddafi, la corruzione e la povertà. L’appello, sottoscritto da diverse fazioni e correnti politiche indipendenti libiche, ribadisce la necessità «di mettere da parte Gheddafi e tutti i membri della sua famiglia e avviare le riforme». Tra i firmatari dell’appello c’è il raggruppamento Repubblicano per la democrazia e la giustizia sociale, il Fronte nazionale per la salvezza della Libia, il movimento Patriottico libico, il Congresso nazionale di opposizione in Libia, il Movimento islamico libico, il movimento al-Khalas, il Comitato libico per la verità e la giustizia e la Lega degli scrittori e degli intellettuali libici. (Corriere della Sera)
